Da attore a regista - CineFatti

Da Attore a Regista: Una Top 10 degli anni 2000

Da attore a regista, una nuova decina per il nuovo Millennio – di Fausto Vernazzani.

Non è un nuovo trend, il passaggio da attore a regista esiste dall’alba dei tempi, l’esperienza davanti la macchina da presa non è mai stata la definitiva per un folto gruppo di professionisti dell’arte della recitazione al cinema. C’è chi come Chris Evans ha sempre voluto fare il regista, ma per convenienza ha iniziato come interprete – nel 2014 ha esordito con Before We Go, proseguendo come produttore in Playing It Cool -, chi invece non avrebbe mai dovuto recitare e buttarsi subito a dirigere, come Ben Affleck (autore di Gone Baby Gone, vincitore dell’Oscar col suo Argo, il Miglior Film del 2013 per l’Academy).

Oggi torniamo a parlare dell’argomento in occasione dell’uscita di Regali da uno sconosciuto – The Gift, un thriller sorprendente che segna l’inizio di una nuova promettente carriera per l’attore australiano Joel Edgerton, passato alla regia con successo. Per questa lista avremmo potuto scomodare i soliti noti come Clint Eastwood e George Clooney, oppure Orson Welles e Charles Laughton, per non parlare di Ben Stiller e Richard Ayoade. Ma no, abbiamo preferito concentrarci sui più “recenti”, anche se qualcuno ha già una decina di anni, per dare uno sguardo ai nostri giorni, anche se a gridare Azione! sono stati attori con una certa età.

MACCIO CAPATONDA, togliamoci subito il dente italiano. Molti non saranno d’accordo, ma il comico Marcello Macchia, ormai un simbolo dei millennials italiani, col suo primo film Italiano medio ha centrato il bersaglio. Adattando una delle tante storie scritte per il web e la televisione è riuscito a portare il proprio humour demenziale sul grande schermo senza perdere la sua carica, regalando al cinema italiano un nuovo personaggio da tener d’occhio per il futuro della commedia nostrana.

TOMMY LEE JONES, un interprete con l’arte del cinema scritta sul volto, consegnato alla storia con ruoli iconici come K in Men in Black e il Tenente Gerard ne Il fuggitivo. La Storia, quella con la “s” maiuscola lo ha accolto invece con uno dei western più belli di sempre: Le tre sepolture (di Melquiades Estrada, continua il titolo originale). Notevole anche il teatrale The Sunset Limited dall’omonima pièce di Cormac McCarthy (The RoadNon è un paese per vecchi). Solo grandi cose da lui!

JAMES FRANCO, qualcuno non gli avrebbe dato un euro, altri vedendolo in Spiderman erano convinti avesse talento. Nessuno invece avrebbe mai pensato quel belloccio nascondesse un poeta, scrittore, artista, video artista e lettore assatanato. E regista, tante già le opere da lui scritte e dirette, ma quella più convincente è senz’altro l’adattamento del capolavoro Mentre morivo di William Faulkner, all’altezza del testo d’origine. Splendido, oltre ogni aspettativa!

HITOSHI MATSUMOTO in Giappone è comico televisivo di fama nazionale, in Occidente ancora una curiosità. Si aggira soprattutto tra i festival da quando uscì col suo secondo film dopo Big Man Japan, ovvero Symbol un vero capolavoro del cinema weird a cui sono seguiti Saya Zamurai e un altro esempio di perfezione cinematografica: il surreale sado-masochistico R100. Chiunque inciampi nel suo cinema ormai non può fare a meno di rimanerne stregato al punto da seguirne persino le avventure televisive.

SARAH POLLEY come attrice non sarà famosa, ma ha avuto il suo bel daffare negli anni. La carriera da regista l’ha resa invece un volto noto, come poteva del resto accadere il contrario quando ti presenti con una tragedia tenera come Away from Her? La storia d’amore tra un uomo e la moglie malata d’Alzheimer non chiuse il suo discorso sulle relazioni, si completò con Take this Waltz, uno dei film più tristi di questi ultimi anni. Guardateli e dopo poco vi annovererete tra i suoi fan.

DUSTIN HOFFMAN negli ultimi tempi si è fatto sentire per un paio di dichiarazioni forti contro il cinema contemporaneo. Non concordiamo, ma non per questo gli andiamo contro, anzi, lo applaudiamo per aver deciso di passare dall’altra parte con la commedia della terza età Quartet. Simpatico, dolce e con toni drammatici da dramedy british, colorato da un cast strepitoso composto da Maggie Smith, Tom Courtenay, Billy Connolly e Pauline Collins. Consigliato a chi ha bisogno di tirarsi su il morale pur rimanendo coi piedi per terra.

JOSEPH GORDON-LEVITT è simpatico, lo sapevamo già. Con la partenza dietro la macchina da presa abbiamo scoperto come sappia anche essere incredibilmente auto-ironico, nonché attore dotato di una grande capacità di osservazione. Il suo primo film Don Jon, è uno spassoso sguardo su una società piena di dipendenze e di tamarri (ebbene sì), un debutto inaspettato che sembra poggiarsi sulle spalle di un regista stagionato. Certo, un’interpretazione atipica da parte di Scarlett Johansson ha aiutato parecchio.

JIANG WEN, cinese, attore e anche regista stagionato. Dei “ragazzi” di questa lista è il più anziano, già al lavoro dietro la macchina da presa dagli anni Novanta. È stato però nei Duemila che ha raggiunto la fama internazionale con Let the Bullets Fly, un piccolo capolavoro d’intrattenimento cinematografico (snobbato dall’Italia, tanto per cambiare) dove Wen insieme a Chow Yun-fat inscena una sequela di giochi mentali che vi incolleranno allo schermo come non mai. Fidatevi, è strepitoso.

ZACH BRAFF un giorno lo costringeremo ad andare all’anagrafe per farsi cambiare il nome in John Dorian. Sul serio, Braff è identico al personaggio da lui interpretato per 9 anni in Scrubs, basta sedersi a guardare i suoi due film da regista per capirlo, dei veri e propri cult indie (e hipster), La mia vita a Garden State e il più recente Wish I Was Here. Chiunque ama colonne sonore traboccanti sound alternativi, fotografia patinata e un po’ di sana sundancite, troverà le regie di Braff entusiasmanti!

LAKE BELL, vi chiederete chi è. La domanda è meno assurda di quanto possiate credere, non sentitevi improvvisamente in difetto. Come attrice l’abbiamo vista poco in giro qui in Italia, i suoi ruoli sono prettamente televisivi (qualcuno la ricorderà nella sit-com New Girl), ma vi proponiamo di considerarla come regista. L’indie In a World… è un interessante esordio che guarda a un lato del cinema diverso dal solito: la storia e le vite delle voci dei trailer. Non sarà sorprendente, ma vi troverete a consigliarlo a tutti i vostri amici.

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