Pop-corn al cianuro #8: Tales of Halloween

di Ambra Porcedda.

Non mi importa un granché della guerra tutta autarchica contro Halloween che si fa in Italia. Sarà che io vengo dalla Sardegna e da noi, prima di tutto questo fiorire di zucche intagliate e ragazze vestite da gattine sexy, c’erano già Is Animeddas. tra la fine di ottobre e i primi giorni di novembre.

Proprio come nella più famosa ricorrenza americana, anche nei paesini della Sardegna i bambini  vestiti da fantasmi vanno a chiedere, di porta in porta, qualche dono per le “piccole anime”. La notte del 31 di ottobre il portone che tiene chiuse le anime del purgatorio si apre d’improvviso permettendo a queste d’abitare le case che un tempo furono loro o di visitare quei luoghi ai quali si sentono profondamente legate.

Ho pensato di guardare un film a tema.

 

 

 

 

 

 

 

Tales of Halloween è il classico film da multisala, l’equivalente del filmaccio italiota di Natale e di una qualsiasi commedia  romantica con Gerard Butler per San Valentino.

Non scriverò che è un film brutto, perché non se lo merita.

 È un film mediocre, pure peggio.

Sono dieci episodi diretti da dieci registi diversi, senza particolare fantasia. L’equivalente del mascherarsi da diavolo con le  corna comprate da Tutto a un Euro, per dire. Tales of Halloween è un film che potresti veder proiettato alla Lidl,  l’imitazione di tutta una lunghissima serie di pellicole sull’argomento ma in versione ridotta, troppo carica di zuccheri e con  gli ingredienti scritti in una lingua che nessuno ha mai voluto studiare.

È l’esatta trasposizione di quelle ricette che vedi su Pinterest, tipo ‘’dita di morto al cioccolato con l’unghia di mandorla’’ e provi a rifarle, ma il risultato assomiglia tantissimo alla covata mattutina del mio gatto nella lettiera. Fa schifo comunque, ma io non la offrirei ai bambini che suonano alla mia porta (tranne ai figli del tipo che abita qua sopra che fanno un casino assurdo. Ve lo faccio io il trick or treat, ve lo faccio io). Si salva solo un episodio: due rapitori alle prime armi tentano di portar via il figlioletto ad un riccone della provincia americana; si rivelerà essere un demone di Halloween particolarmente dispettoso e che li farà pentire della loro scelta.

In ogni caso, è come mandare un bambino a chiedere caramelle e sperare di ottenere del tartufo della Lindt. Se va bene, appunto, rimedierete due caramelle Rossana e una gomma da masticare scaduta. Per il resto è molto probabile che il frutto dei vostri lombi torni a casa con un mandarino da parte di un vegano, un paio di punti dell’IperPam e una caterva di nuove parolacce imparate.

Come questo film: qualcosa a casa portate, ma se ne poteva fare anche a meno.

Nel frattempo portate i bambini a vedere il film di Guillermo del Toro, svezzateli presto. Così voi vedrete un bel film e loro inizieranno a crescere bene e, se dovessero rompere le scatole, avvisateli che c’è una vecchia strega della Sardegna che ai bambini cattivi dà la cacca del gatto.

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