Minions

Minions (Pierre Coffin e Kyle Balda, 2015)

di Francesca Paciulli.

Capita spesso che sul grande schermo i personaggi “minori” rubino la scena al protagonista. E quando accade nei film di animazione si procede in tutta fretta alla produzione di spin-off o prequel che vedono i comprimari promossi protagonisti. È successo al Gatto con gli stivali di Shrek (affiancato da una sexy gattina e da un improbabile uovo parlante) e ai travolgenti pinguini di Madagascar (premiati con una trasferta a Venezia). Ora  tocca agli irresistibili Minions di Cattivissimo Me.

Nel film di Pierre Coffin e Kyle Balda, campione di incassi in USA e partito con il botto anche in Italia, scopriamo tutto, ma proprio tutto, sui maldestri aiutanti di Gru (protagonista dei due Cattivissimo Me e presente in questo prequel in un cameo rivelatore). In un incipit scoppiettante (la parte più riuscita del film), la voce off di Alberto Angela (un plauso alla sua autoironia) ci guida indietro nel tempo, per scoprire le creaturine gialle alle prese con il solo scopo della loro vita: trovare un cattivo, anzi un cattivissimo, da seguire e servire.

Ci provano con il T-Rex, con il Faraone, con Dracula e con Napoleone. Ma inavvertitamente – e in modo tragicomico – finiscono sempre per mandarli all’altro mondo. E così quando anche il loro ultimo tentativo di trovare un cattivo degno di questo nome fallisce miseramente si esiliano in un paesaggio ghiacciato, dove mettono radici e provano a vivere una esistenza serena. Ben presto però la noia inizia a insidiarsi negli animi dei piccoletti e quando la fila dallo psicologo si allunga all’inverosimile, l’indomito Kevin, l’appassionato di musica Stuart e il piccoletto Bob con il suo orso di peluche, partono alla ricerca di un nuovo Cattivissimo.

Sarà un viaggio pieno di pericoli (e deliziose gag) che li porterà dalla New York fricchettona degli anni Sessanta alla swinging London del 1968, passando per una bizzarra esposizione universale di villain in Florida, al seguito di una famigliola da incubo. Si ride e si sorride, grandi e piccini senza distinzione. I primi per le gustose citazioni cinefile e letterarie (dall’assolo musicale di Stuart che ricorda da vicino l’ipnotico riff di chitarra di Marty McFly in Ritorno al futuro alla celebre camminata dei Beatles  sulle strisce pedonali), i secondi per l’irresistibile italo-spanglish delle creaturine gialle ideate da  Ken Daurio e Cinco Paul.

Più teneri che cattivi, i Minions portano in alto una storia esilissima che sembra più  un pretesto per vederli combinare pasticci e che, soprattutto, risente della mancanza di un cattivo degno di questa definizione. La villain Scarlet Sterminato con il suo abito-missile e il suo naso appuntito è più pedante che minacciosa e di certo non è aiutata dalla voce monocorde e troppo riconoscibile di Luciana Littizzetto (Sandra Bullock nella versione originale). Molto meglio Fabio Fazio che con inattesa ironia dona colore e personalità a Herb, consorte sottomesso e eccentrico di Scarlet. A rubare a tutti la scena è comunque la combattiva Queen Elizabeth II: ringiovanita e senza cappellini, si ritrova improvvisamente senza trono e corona, pronta ad assaporare birra e libertà al pub.

Per chi sentisse la mancanza di Gru nessuna paura: è già in cantiere Cattivissimo Me 3, incentrato sulle disavventure della sua famiglia, incluse le adorabili figliolette Margo, Edith e Agnes. E naturalmente non mancheranno i teneri Minions.

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