La fantascienza su VVVVID

di Fausto Vernazzani.

Casomai qualcuno volesse mai chiederci perché vogliamo bene a VVVVID la risposta la troverebbe non tanto nelle nostre parole, ma nel loro catalogo che si arricchisce di volta in volta di contenuti che ogni essere umano, con molte probabilità, adora. Il 2015 si avviò con l’ampliamento della sezione anime con alcuni grandi classici come Cowboy Bebop e Trigun, nelle scorse settimane abbiamo potuto invece godere di un secondo ritorno all’infanzia con numerosi cult italiani con protagonista il duo esplosivo Bud Spencer e Terence Hill. Questa settimana il portale streaming gratuito fa l’ennesimo passo verso l’amore eterno da parte nostra: festeggia il raggiungimento dei 200’000 utenti inaugurando il palinsesto di fantascienza aggiungendo ai titoli già presenti capolavori e pietre miliari del genere. Gratis.

Eravamo rimasti al magnifico I tre giorni del condor di Sydney Pollack e ora siamo volati nel futuro. Il primo a essersi messo nella coda dei film da (ri)vedere è 2046, uno dei massimi film del genere, diretto dal gigantesco Wong Kar-wai con protagonisti Tony Leung Chiu-wai (uno dei migliori attori del pianeta) e Zhang Ziyi, in un ideale sequel del lirico In the mood for love. A seguire un titolo più che contemporaneo, Il congresso, adattamento del romanzo di Stanislaw Lem dell’israeliano Ari Folman, il regno delle psicodroghe che verrà, non perfetto, ma ugualmente uno splendore tecnico per metà live action e metà animato. E si vola a una vecchia trasposizione de L’uomo in fuga del solo e unico Re che troverete su queste pagine, Stephen King, L’implacabile, una semi-trashata über-soddisfacente con Arnold Schwarzenegger protagonista contro l’impero mediatico dominante.

*** Per guardare i film su VVVVID:

Sono tre film da tre “epoche” cinematografiche diverse che da soli basterebbero a rendere interessante l’operazione da VVVVID, ma non finisce qui: dai lontani esordi del cinematografo sbucano le opere di James Whale e Frizt Lang, rispettivamente il primo Frankenstein (a cui poi avrebbe seguito l’ancor migliore La moglie di Frankenstein) e Metropolis, entrambi senza alcun bisogno di presentazioni. Dagli anni Ottanta oltre L’implacabile arrivano classicissimi per ragazzi e non: ricorderete tutti con amore Corto circuito, il robot di John Badham, e Navigator di Randal Kleiser, un’avventura terrestre e un’avventura spaziale all’insegna del progresso tecnologico; per un pubblico più vasto piombano dagli spazi siderali l’eroe Flash Gordon di Mike Hodges, e il meno noto – non meno bello – Xtro – Attacco alla Terra di Harry Bromley Davenport. Spettacolo.

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Più contemporanei gli ultimi della tornata, con Robin Williams in uno dei suoi ruoli seri intrapresi nei primi Duemila, The Final Cut di Omar Naim, in quel futuro dove la propria vita può essere messa in scena al proprio funerale, una chiusura a tratti macabra, tuttavia col significato che viene a mancare nel piccolo gioiello del canadese Vincenzo Natali, The Cube, coi suoi “topi” in fuga da uno scenario iper-tecnologico da incubo e a sei soli lati. Gli ultimi due sono entrambi dei capolavori: Se mi lasci ti cancello di Michel Gondry dobbiamo presentarvelo? Non crediamo proprio, la sceneggiatura di Charlie Kaufman ha permesso a Jim Carrey di spiccare il volo nelle sue memorie in fuga. Avalon del giapponese Mamoru Oshii, girato in Polonia, nutre di immeritata fama minore: il genio dietro la spettacolare saga di Ghost in the Shell si riallaccia a Il congresso di Folman immaginando un futuro dove le piattaforme di gioco di ruolo online assumono un valore superiore alla vita reale. E la colonna sonora di Kenji Kawai è una delle più belle di cui avrete memoria non appena l’ascolterete.

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Finisce qui, ma in linea teorica ci sono quei film aggiunti al catalogo in precedenza: gli adattamenti da anime Yattaman! e Space Battleship Yamato, il primo Scanners di David Cronenberg e relativo sequel Scanners 2 – Il nuovo ordine, il B-Movie di Peter Jackson Bad Taste, e a continuare abbiamo Il tagliaerbe, Odissea sulla Terra, Alien 2 e Mutant Chronicles. Ce n’è abbastanza per un mese intero e il bello è che il “trailer” del palinsesto ha già annunciato due titoli in anteprima italiana, si suppone, il chiacchieratissimo trash Manborg, un favorito del circuito festivaliero statunitense, e il già applaudito Narcopolis, un film indipendente del genere ammirato sia nel concept che nell’esecuzione. Non vediamo l’ora!

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