Oscar 88

OscarWave 2015: Vincitori e vinti

Anche quest’anno l’OscarWave si arena: CineFatti tira le somme sugli Oscar 2015 con gli occhi già rivolti ai prossimi!

Niente di veramente nuovo sotto il sole agli Oscar 2015: ricevono la statuetta d’oro i favoriti ai sondaggi, i vincitori degli altri premi e, soprattutto, i malati. O meglio: i ruoli drammatici che fanno della malattia e dell’anormalità il proprio punto di forza, trasformando la premiazione – e relativo discorso – in una sorta di pubblicità progresso a favore della prevenzione e della cura delle patologie protagoniste. Nobilissimo, sì, ma altrettanto telefonato (e, dopo anni, anche parecchio monotono).

Sarebbe stato bello vedere vincere uno Steve Carell, noto attore comico finalmente impegnato a mostrare il suo lato gelido e oscuro nel brillante Foxcatcher, anziché il comunque ottimo Eddie Redmayne de La teoria del tutto – per quanto, c’è da dire, il suo Oscar lasci contenti un po’ tutti, detrattori inclusi.

D’altra parte i premi tecnici hanno dimostrato equità, dando al travolgente Whiplash spazio e onori perfino al di là delle aspettative (3 nomination su 5, contando pure J. K. Simmons). Ma è fra le categorie più elevate che sono fioccate le delusioni, poche e buone: il mancato Oscar ad Hans Zimmer, per esempio, soppiantato dal pur meritevolissimo Alexandre Desplat di Grand Budapest Hotel [ma la sottoscritta avrebbe preferito di gran lunga il primo, nda]; il miglior adattamento a Graham Moore per The Imitation Game, valido ma non al punto d’essere eccellente; e infine il trionfo di Birdman come Miglior Film.

Già vincitore nelle categorie di Miglior Fotografia, Miglior Sceneggiatura Originale e Miglior Regia, il nuovo stile di Alejandro G. Iñárritu è così accattivante da spingere la Academy a passare letteralmente sopra Boyhood, caso più unico che raro di progetto cinematografico a lungo termine, di realtà filmata, di studio maniacale della sovrapposizione fra tempo della storia e del racconto e, ancora di più, dei corpi impegnati a rappresentarla.

Senza nulla togliere al comunque buonissimo Birdman, in merito al quale l’unica cosa un poco fastidiosa risultano essere le esagerazioni di fan e sostenitori improvvisati, Richard Linklater avrebbe meritato tantissimo un riconoscimento per questo suo lavoro, al di là del successo da Attrice Non Protagonista di Patricia Arquette.

Chi altri avrebbe meritato è il russo Andrej Zvjagincev col capolavoro Leviathan, dato per favorito e poi rimasto indietro a osservare il polacco e vicino di posto Pawel Pawlikowski camminare verso il palco per ritirare la statuetta consegnata a Ida, un lavoro dalla perfezione estetica un po’ dimentico della funzionalità narrativa.

La vera nota triste risiede però in una grave assenza, un mancato omaggio a Francesco Rosi nel consueto montaggio/dedica agli scomparsi dell’ultimo anno, a cui sopravvivono figure comunque rappresentative del nostro cinema come Virna LisiAnita Ekberg. Non è per provincialismo o protagonismo, Rosi ha forgiato il cinema gangster statunitense, offrendo spunti d’ispirazione a Martin Scorsese, Francis Ford Coppola e altri maestri della New Hollywood: non solo l’Italia, anche gli USA senza Rosi avrebbero avuto un cinema molto diverso.

È interessante in conclusione notare un piacevole trend con protagonista lo straniero, il tanto discriminato Messico, vincitore anche quest’anno per il premio alla Miglior Regia col succitato Iñárritu , l’anno scorso vinto da Alfonso Cuarón, e per la seconda volta di fila da Emmanuel “Chivo” Lubezki alla fotografia. I cosiddetti three amigos crescono di potere economico, aiutandosi a vicenda sul fronte creativo, fautori di una new wave del Centro America, a quanto pare passato da una produzione annuale di 20 film a circa 130, con nuove leve capaci di attrarre lo sguardo dell’Academy (Miss Bala di Gerardo Naranjo è un esempio recente).

La crescita culturale di una nazione è sempre una fantastica notizia e chissà se il terzo amigo Guillermo Del Toro non sarà presente l’anno prossimo col suo Crimson Peak, per quanto improbabile. Iniziano le speculazioni sugli Oscar 2016!

Francesca Fichera e Fausto Vernazzani

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.