Far East Film Festival: 10 film da non perdere

di Fausto Vernazzani.

L’ombra di Venezia lascia fin troppe persone a pascere nella convinzione di una nazione con solo un evento di rilievo dedicato al cinema: affermazione più falsa non esiste. Molti potrebbero pensare al lento profilarsi di un concorrente nella nostra capitale o al sempre più forte ed interessante evento torinese, ma se dovessimo individuare un numero due non avremmo dubbi: il Far East Film Festival di Udine.

Il cinema asiatico è fondamentale ed il FEFF è uno degli eventi europei più importanti dedicati alle produzioni d’Oriente, con uno spiccato senso per il commerciale, dote che consente al festival di far mostra non solo di film artistici, ma anche di cavalli da guerra e maestri da botteghino. Un peccato non poter esser presenti alla sedicesima edizione, un Festival più italiano rispetto agli anni passati. A cominciare da Matteo Oleotto, regista di Zoran nonché, per noi, uno dei nuovi autori nostrani da seguire, che dirige un trailer simpatico con l’intento di “schiaffeggiare” la divulgazione di un mucchio di stereotipi sull’arte cinematografica orientale.

Come da tradizione di CineFatti all’avvicinarsi dei Festival più importanti, eccovi dunque una lista dei dieci film da non perdere assolutamente. Nessuna di queste è una World Premiere, ma per gli Europei e gli Italiani saranno delle prime visioni spettacolari da accompagnare alle trasmissioni di Rai4 (trovate qui il nostro focus sulla programmazione di Aprile), dove tutti i lunedì andranno in onda grandi titoli del cinema asiatico, una forza da temere, conoscere, abbracciare. Auguro a tutti voi di essere tra i fortunati possessori di un biglietto per vedere ognuno dei film qui elencati!

1. Kanae Minato, autrice di Confessione, romanzo alla base del pluri-acclamato film di Tetsuya Nakashima, riceve un nuovo adattamento, anche questa volta per mano di uno dei maggiori registi giapponesi, Yoshihiro Nakamura. Il libro/film in questione è The Snow White Murder Case: social network, voci alle spalle e l’euforia dei media convincono il mondo della colpevolezza di Miki Shirono, accusata, non ufficialmente, di aver assassinato la sua bella collega Noriko Miki. Un nuovo thriller per Nakamura, già alle prese con un innocente in fuga nel bellissimo Golden Slumber.

2. Il filmmaker di Hong Kong Pang Ho-cheung farebbe bene a comprarsi una casa a Udine, la sua carriera è stata quasi per intero proiettata al Far East Film Festival e il suo nuovo atteso Aberdeen non fa eccezione. La storia di una famiglia alle prese col dubbio, verso se stessi, il proprio corpo e la propria vita: un dramma con un tono da commedia, ennesima prova della versatilità di Pang, alle prese in passato con commedie, horror, thriller e grottesco. Louis Koo ed altri grandi nomi come Eric Tsang, Miriam Yeung e Chapman To compongono un cast di serie A.

3. Una pausa dal cinema d’azione Dante Lam se la prese nel 2013 con Unbeatable, una dramedy sportiva con Nick Cheung e Eddie Peng nei panni di maestro e allievo in preparazione per il MMA (Mixed Martial Arts) annuale dove il vincitore porterà a casa tre milioni di dollari. Una storia di rivalsa per un ragazzo incapace di controllarsi ed un maestro con una vita sprecata alle spalle da riscattare con l’affetto per il prossimo. Al FEFF Lam anche con la premiere italiana del nuovo That Demon Within portato alla Berlinale a Febbraio.

4. Se dobbiamo affidarci ai tempi recenti, Katsuhito Ishii non lo si può considerare una grande promessa come un tempo, quando film come The Taste of TeaFunky Forest lo lanciarono anche nel panorama internazionale. Al FEFF arriva Hello! Junichi, un film all’apparenza normale rispetto all’aura surreale tipica dei film di Ishii, con Hikari Mitsushima nei panni di un’universitaria in tirocinio in una scuola elementare, dove la vita di sei alunni è seguita tra piccoli amori e crisi di vario genere.

5. Un debutto di grande successo finanziario e mediatico, quello di Yang Woo-seok, autore anche del web-comic da cui il suo The Attorney è tratto, ispirato alle azioni legali di Roh Moo-hyun prima che diventasse il nono presidente della Repubblica di Corea. Siamo con il grande attore Song Kang-ho agli inizi degli anni Ottanta, studente anzianotto di legge con un solo scopo: far soldi. Un giorno viene però colpito dalla storia di Park Jin-woo, attivista politico torturato e decide di diventarne l’avvocato mettendo a rischio la propria carriera.

6. In contemporanea con l’Okinawa International Film Festival, Fuku-chan of FukuFuku Flats avrà la sua premiere mondiale al FEFF. Importante non solo per essere la nuova commedia di Fujita Yosuke, autore di Fine, Totally Fine, ma perché nato da un’opera di coordinamento produttivo e distributivo internazionale. Insieme alla nostrana Tucker Film, anche la Third Window Films inglese di Adam Torel, la Joint Entertainment da Taiwan e la Eye Movies tedesca. Insieme per produrre e distribuire il cinema asiatico con maggior forza.

Fuku-chan of Fukufuku flats

7. La fisiognomica è un’arte che può aprire molte porte: Nae-kyung è un maestro e dal piccolo villaggio dove ha vissuto sinora arriverà alle stelle, alla corte dei Re. Siamo alla fine del XV secolo nella penisola Coreana e Song Kang-ho è ancora protagonista di un altro successo critico e commerciale, The Face Reader, terza regia di Han Jae-rim. Il film in costume in Sud Corea ha mostrato gli artigli con film come War of the Arrows, ora caccia anche i denti.

8. La Thailandia con Banjong Pisanthanakun ci ha terrorizzato: ShutterAlone sono due esempi di ottimo cinema horror, parenti stretti dei giapponesi. Per qualche motivo un anno fa ha deciso di passare alla parodia horror, nella fattispecie con Pee Mak, la storia di un ragazzo tornato dalla guerra per stare con la sua fidanzata… morta nel frattempo, ed anche abbastanza assetata di sangue. Starà ai suoi amici far capire a lui la situazione e a lei cos’è meglio per il suo uomo ancora in vita.

9. Come sceneggiatore Alan Yuen ha scritto thriller che vanno dalla commedia al drammatico classico, ed ora come regista torna al suo quarto film con una vera e propria guerra tra le strade di Hong Kong. Il poliziesco ha ormai raggiunto un livello superiore con titoli come Cold WarDrug War, la portata geografica è sempre maggiore. Il film che presenta al FEFF è Firestorm e a giudicare dal trailer – Andy Lau nel ruolo principale – mai titolo fu più adatto.

10. Yu Wang è in crisi, suo figlio si comporta come se non fosse più lui: un’anima vagante si è insediata nel suo corpo ed una serie di omicidi sembra essere collegata a lui. L’horror psicologico Soul di Chung Mong-hong ha un’innegabile fascino visibile già nel suo trailer internazionale, vaga da un genere all’altro ed esplora il rapporto corpo-anima con una regia all’apparenza molto studiata. Promette non bene, di più.

Non finisce qui, tanti altri sono i titoli da tenere in alta considerazione. Abbiamo già parlato ad esempio dell’eccellente remake Cold Eyes, ma non sono da meno anche l’Orso d’Oro di Berlino Black Coal, Thin Ice e la premiere internazionale del nuovo film di Feng Xiaogang, così come le opere di Fruit Chan, Derek Kwok, Takeuchi Hideki e così via. La curiosità principale è, però, per quel “Surprise Movie” dall’Indonesia: sarà forse il FEFF ad ospitare la prima italiana dell’attesissimo film di Gareth Evans, The Raid 2: Berandal?

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