Carnival of Souls (Herk Harvey, 1962)

Carnival of Souls: orrore di alto livello a bassissimo budget.

Herk Harvey amava i film industriali e educativi, nella sua filmografia si possono contare oltre 400 opere di questo tipo che a detta del regista, era l’unico in cui poteva dir qualcosa d’importante.

Non accettò di buon grado infatti che Carnival of Souls, girato nel 1962 e primo e unico lungometraggio di genere del regista, fosse l’unico ricordato dal pubblico. All’uscita nei cinema fu un fallimento clamoroso, ma fu rivalutato in seguito e innalzato allo status di cult.

Costato la miseria di 33’000 dollari, Carnival of Souls ha come protagonista Mary Henry (Candace Hilligoss), vittima di un incidente stradale, dove è l’unica sopravvissuta, che inizia ad avere la visione di un uomo inquietante che sembra perseguitarla.

Inoltre, dopo aver accettato l’impiego di organista in una chiesetta, ha dei momenti in cui sembra trasferirsi in un’altra dimensione nella quale è invisibile agli altri. Un vecchio padiglione sembra attirarla sempre di più a sé.

Bellezza imperfetta

Carnival of Souls è un film strano, molto difficile da analizzare, in quanto se da un lato Harvey con la sua regia e la sua bravura a giocare con i silenzi riesce a dare quel tocco autoriale alla pellicola rendendola onirica e visionaria, dall’altro sono presenti molti errori di post-produzione, specie per quanto riguarda l’opera di montaggio di Bell de Jarnette.

Ma le imperfezioni passano in secondo piano grazie ad una magistrale interpretazione della protagonista Candace Hilligoss, qui al suo esordio in un lungometraggio (peccato che, dopo un paio di film, sparirà dalla circolazione) e alla bravura del regista.

Carnival of Souls 1962

Anche la colonna sonora di Carnival of Souls è volta a dare un senso di straniamento allo spettatore con i suoi suoni striduli e dissonanti. Come pure la cupissima fotografia di Maurice Prather e le sequenze, inquietanti, dell’apparizione delle anime. Il trucco delle anime  assomiglia molto a quello dei morti viventi del Romero de La notte dei morti viventi.

Fuori tempo

Carnival of Souls è stato girato per lo più negli studi della Centron Production di Kansas, proprio dove Harvey girava i suoi amati documentari educativi. Invece il padiglione dove Mary è attratta è il parco divertimenti abbandonato di Saltaire, nello Utah. La pellicola ha una durata di ottantacinque minuti che a suo tempo fu ridotta a settantotto per permetterne la proiezione nei drive-in – ma nonostante tutto andò malissimo perché poco giovanile.

Il sospetto è che Carnival of Souls, all’epoca della sua distribuzione, fosse troppo avanti per gli spettatori di  quel periodo che si divertivano ancora con le invasioni degli alieni o i mostri giganti. Harvey mostrava già un universo lynchano, di sogno e di illusione. Insomma, il film giusto nell’epoca sbagliata. Un po’ come Ed Wood che, se fosse nato oggi, forse sarebbe stato un genio del trash ed assiduo collaboratore della Troma.

See You Soon!


Voto: 3.5/5

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