In a World… (Lake Bell, 2013)

di Fausto Vernazzani.

Don LaFontaine è la voce. Negli Stati Uniti è considerato il padrino dei commenti vocali, LA voce degli spot pubblicitari e soprattutto dei trailer. Lui ha coniato il celebre incipit In a World con cui molti promo cinematografici iniziavano una descrizione meticolosa del film in un’era pre-internet, dove tutto ora è affidato all’immagine e ben poco alla voce. Sapersi esprimere, saper vendere con la giusta tonalità è però un’arte ancora richiesta, e negli USA una donna, Lake Bell, lotta ancora per inserirsi all’interno di un ramo dell’industria dominato dagli uomini.

La sua storia personale diventa un film, dopo aver lavorato per più di dieci anni come attrice televisiva e non solo, Bell debutta alla regia con In a World… da lei definito un provino di 93 minuti per convincere i piani alti ad assumerla per il suo incredibile talento vocale. Provino o no, la storia romanzata della sua battaglia nel 2013 si aggiudicò al Sundance Film Festival un premio per la miglior sceneggiatura, un traguardo meritato a prescindere dal successo della sua operazione di auto-promozione su grande scala.

Sam Soto (Fred Melamed), voce più conosciuta e amata del mondo dei trailer, ha raggiunto il picco della sua fama, vetta su cui ha abbracciato tutti crismi del caso, come la pubblicazione di un’autobiografia, l’arrogarsi il diritto di scegliere chi potrà essere il suo successore, vincere un premio alla carriera, sposare una donna con la metà dei suoi anni e maltrattare le proprie figlie se queste ultime dovessero decidere di contrapporsi a lui. E’ il caso di Carol Solomon (Lake Bell), cacciata di casa dal suo stesso padre per far spazio alla nuova compagna e per spingerla a mettere da parte il suo sogno di diventare come lui un’artista riconosciuta del voice-over.

In a World...

Con un tono leggero, Bell mette a confronto il suo alter ego con la generazione precedente e la nuova, rappresentata da Gustav Warner (un formidabile Ken Marino), e la loro volontà di mantenere un ordine discriminatorio atto alla chiusura di un mondo che dovrebbe e potrebbe essere aperto a tutti, non solo per meriti, ma per una semplice giustizia sociale. Così parte una lotta tra la colonna portante (Sam), il suo erede (Gustav) e la novellina outsider (Carol) per ottenere il prestigioso incarico di diventare la voce dei trailer della nuova quadrilogia The Amazon Games – parodia più che ovvia -, un sicuro successo commerciale che potrebbe assicurare al “vincitore” un bacino d’utenza di dimensioni globali.

La Bell fa presa su dinamiche familiari e sociali molto semplici, allungando il brodo con sottotrame deliziose e a suo modo divertenti – dove rientra l’onnipresente Kim Offerman -, dietro cui non sempre si nasconde un significato o una metafora, né la pista per il raggiungimento di una morale che potrebbe suonare fastidiosa come la voce di molte donne (tra cui un’autoironica Eva Longoria) a cui Carol fa da coach. La Bell evita la denuncia sociale e abbraccia il lieto fine anche laddove le cose potrebbero apparire ben più gravi di quanto sono mostrate. In a World… esiste per il gusto di chi desidera godersi un film con un’ambientazione e un mondo diverso dal normale, senza pesare troppo sulle spalle dello spettatore, a cui si chiede di riflettere senza un cappio alla gola, ma con magari solo un sandwich in mano.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.