5 Registi Italiani Esordienti da Seguire

di Fausto Vernazzani.

Il 2013 per l’Italia ed il suo cinema è stato un anno importante. Sole a catinelle di Gennaro Nunziante ha portato a casa 51 milioni di euro, un record per un film prodotto in italia. La grande bellezza di Paolo Sorrentino dopo il flop di Cannes ha vinto l’European Film Awards come Miglior Film e Miglior Regista ed ora concorre per il Golden Globe ed è un probabile candidato all’Oscar per il Miglior Film Straniero. Sacro GRA di Gianfranco Rosi ha dimostrato la provincialità dell’Italia dentro e fuori dal film vincendo il Leone d’Oro alla Biennale cinema di Venezia.

La grande bellezza

E’ solo un colpo d’occhio, dunque tutto quel che luccica è oro, anche se ben sappiamo quanto male può esserci dietro ognuna di queste vittorie scavando solo di pochi centimetri nel terreno. Spostando lo sguardo dai giganti, scopriamo anche una seconda caratteristica del 2013: un anno di grandi e piccoli esordi. Ecco qui dunque una lista di quei cinque nuovi registi (e non solo) da cui ci aspettiamo una grande seconda opera.

Ciro De Caro

Della lista Ciro De Caro è uno dei più “piccoli” e dei più recenti. Il suo Spaghetti Story è uscito nelle sale italiane il 19 Dicembre per Distribuzione Indipendente, una data tragica essendo condivisa con il film di Fausto Brizzi (Indovina chi viene a Natale?) e di Neri Parenti (Colpi di fortuna), un doppio cinepanettone che avrebbe potuto essere letale in quelle sparute sale dove il debutto di De Caro è stato proiettato. Così non è stato, ed è sfortunatamente il motivo principale per cui si parla di Spaghetti Story, film low-budget dalla storia “semplice, ma non semplicista” – per citare Claudio Di Biagio, altro esordiente con Andare via per sfortuna non visto -, con protagonista un ragazzo col sogno del cinema e il dramma delle responsabilità. Il merito di De Caro è stato di parlare non della crisi italiana, ma dei problemi comuni vivendo una storia dall’interno e senza osservarla stando appollaiati sui davanzali delle finestre. Prodotto senza aiuti di alcun tipo, c’è da chiedersi De Caro cosa potrebbe fare se avesse per le mani i giusti mezzi.

Enrico Clerico Nasino

Regista schivo (?) e collaboratore del celebre duo underground Fabio Resinaro e Fabio Guaglione, quest’ultimo volto pubblico (?) del primo lungometraggio prodotto dall’indipendente Mercurio Domina e distribuito da RAI Cinema solo nel 2013 con la – non proprio efficace, se mi è permesso dirlo – iniziativa dei Web Movies. Il film in questione è True Love, una delle piccole sorprese di quest’anno appena deceduto. Fantascienza sottile, il film girato a Los Angeles con attori statunitensi (entrambi sulla via della gloria) è un’opera fatta di tensione ed ambienti ristretti capaci di far sentire solo aria di cinema, permettendo allo spettatore di dimenticare ogni problema legato al budget. Qualche acrobazia della macchina da presa, riprese e temi pensati e limati fino al più minuscolo dei dettagli, sono solo alcuni dei motivi per cui True Love è un film da vedere (e acquistare, il DVD è uscito l’estate scorsa). Intanto la Mercurio Domina è al lavoro su un secondo lungometraggio. Non possiamo che aspettarlo con ansia, sperando di vederlo questa volta al cinema.

Marco Bonfanti

Non sta mai zitto, ha sempre qualcosa da dire. Perché? Chi lo segue su Facebook e sui giornali on-line sa che L’ultimo pastore è un film dalla voce potente, inarrestabile, in giro per il mondo da più di un anno col suo personale Totoro dei monti Lombardi, il pastore nomade Renato Zucchelli, un omaccione con un sogno: portare il suo gregge di settecento pecore a Milano per la gioia di quei bambini che han perso memoria degli animali e del loro mondo. L’immagine del Duomo assediato dagli ovini è una delle più dolci di fine 2012, ma con Cinecittà Luce il film di Marco Bonfanti è uscito nelle sale solo nel 2013 portandosi dietro un vero e proprio gregge di fan in tutta Italia, grandi e piccoli. E’ legittimo, dopo quasi un anno e mezzo dalla sua premiere al Tokyo International Film Festival, chiedersi quando uscirà un secondo film firmato Bonfanti. Se sarà anche solo la metà de L’ultimo pastore potremo dirci soddisfatti.

Matteo Oleotto

All’angolo rosso del ring Checco Zalone con Sole a catinelle, nell’angolo blu Giuseppe Battiston con Zoran – Il mio nipote scemo. Una battaglia all’ultimo sangue per il friulano Matteo Oleotto, sfortunato come Ciro De Caro, costretto a condividere la data di uscita con il blockbuster di Gennaro Nunziante, sfidante impietoso contro cui il piccolo Zoran ha saputo convivere, facendosi apprezzare per la sua delicatezza e il suo anti-eroe interpretato dall’ottimo Battiston. Non erano in molti ad aspettarsi qualcosa dal film di Oleotto, un’opera dal finale dolce-amaro capace di mettere di buon umore, un fil rouge che a ben pensarci – con più o meno ostacoli – ci ha accompagnato anche nei tre precedenti esordi. Barbuto come Paolo Bressan, personaggio improbabile di Battiston, Oleotto sembra essere uno di quei nomi su cui scommettere cifre anche molto alte. L’augurio è che torni presto, scendendo giù dal freddo Nord-Est per scaldare tutto lo stivale col bel vino di cui ci ha fatto innamorare.

Emma Dante

A teatro è già un’istituzione, al cinema potrebbe e dovrebbe diventarlo. Autrice di tre romanzi, il prodotto di mezzo (Rizzoli, 2008) Via Castellana Bandiera parte da un soggetto all’apparenza molto poco cinematografico, una di quelle storie che ti sentiresti di affidare solo ad autori consumati con nel letto da una parte il ciak e dall’altra una macchina da presa. Un film sorprendente, l’unica opera drammatica di questa cinquina, con un finale da brividi affidato alle voci sicule dei Fratelli Mancuso, una lotta spiazzante tra donne testarde, un cranio sfondato dopo l’altro dove lo spazio diventa relativo come la presenza di uno Stato, di un ordine che unisca un modo di vivere, di essere società, di essere cultura. Sommerso dal più piacione La grande bellezzaVia Castellana Bandiera è difficile che avrà i premi che merita dopo il successo alla Biennale Cinema, ciò non toglie la speranza di rivedere la teatrante Emma Dante tornare a dirigere un film. Potrebbe essere l’alba di una nuova grande autrice italiana.

Ci sarebbero poi anche Fabio Mollo (Il sud è niente), Luigi Lo Cascio (La città ideale), Alessandro Gassman (Razzabastarda), Claudio Di Biagio (Andare via), Elisa Fuksas (Nina), Pierfrancesco Diliberto (La mafia uccide solo d’estate) ed altri esordienti ancora che ci permettono, nel bene o nel male, di poter guardare al cinema italiano come ad un animale col potenziale di guarire. Del resto non possiamo dimenticare di essere il paese che ha dato i natali a Michelangelo Frammartino e Matteo Garrone, lo stesso Paolo Sorrentino e Davide Manuli, la coppia di documentaristi Massimo D’Anolfi e Martina Parenti, Pietro Marcello e Andrea Segre, Paolo Virzì e Gianni Amelio, e a altri ancora. Forse è venuto il momento di smettere di piangere e di dare al nuovo quanto spetta, questo potrebbe essere l’anno giusto per iniziare a cedere all’ottimismo.

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5 pensieri su “5 Registi Italiani Esordienti da Seguire

    1. Ciao Filippo,
      Ti ringrazio per questa segnalazione! Purtroppo non essendo potuto andare molto in giro per Festival a parte la Berlinale, non ho avuto molto modo di vedere tanti altri film che mi auguro usciranno in sala nel 2014! Questo a dir la verità mi era sfuggito anche nel web, ma non esiterò a saltargli addosso appena possibile ;)

      Fausto

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    1. Molti dei film dei web movies non sono riuscito a recuperarli per una questione di tempi e mezzi del momento, ma per me infatti questa cinquina non è una lista dei MIGLIORI, non avendo visto ancora tanti esordi non potrei permettermi di farlo, ma è una serie di registi tra quelli che ho visto che meritano di tornare al più presto con una seconda opera. Aquadro come Andare via è uno di quei due di cui ho letto spesso bene, mi piacerebbe infatti vederli non appena saranno disponibili, spero in DVD! :)

      Fausto

      Mi piace

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