Venezia70: In attesa del verdetto di Bertolucci

di Pino IorioFausto Vernazzani

Lo saprete meglio di noi, quest’anno alla 70esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia diretta da Alberto Barbera non siamo stati presenti, non fisicamente, ma nello spirito e su tutti i nostri social network ci ha guidato uno dei nostri fedeli ed apprezzati lettori: Pino Iorio, in arte (e nei social) Dottor Floyd. Chi ci ha seguito – e chi non lo ha fatto, inizi da oggi in poi – in questi giorni ha potuto leggere giorno per giorno le brevi opinioni ed i voti del nostro momentaneo collega e, in attesa del verdetto definitivo dato dalla giuria presieduta da Bernardo Bertolucci, ecco la lista completa dei voti e tutti i commenti pubblicati qui sul sito per aiutare a farvi un’idea su chi e cosa abbia davvero fatto risplendere il Lido in questi lunghi giorni di Festival. Ed ora su Venezia70 lasciamo la parola a lui.

CONCORSO

John Curran, Tracks: 3/10
“Prendiamo un soggetto herzoghiano, quello di Gerry di Van Sant e mettiamoci barlumi di Into the Wild. Poi affidiamo la regia a Marco Tullio Giordana. Almeno ora sappiamo che i cammelli, oltre a piangere, grugniscono e possono essere feroci. “

Terry Gilliam, The Zero Theorem: 5/10
“Il regista torna dalle parti di Brazil, con un intrigante quid scenografico “bladerunneriano”. Energia e talento – cast eccellente – tuttavia sprecati, per un film tanto ambizioso quanto irrisolto. “

Stephen Frears, Philomena: 5.5/10
“A dispetto dei voti altissimi dispensati dai critici dei quotidiani italiano, mezza delusione. Film più adatto a un premio Oscar che a un Leone veneziano. Humour caustico che ben si amalgama ad una vicenda toccante e descritta a tratti con levità e apprezzabile tenerezza. Ma il registro si fa troppo spesso greve e melodrammatico per assegnare la sufficienza. La Dench potrebbe però aspirare alla Coppa Volpi.”

Peter Landesman, Parkland: 6.5/10
“Film secco, cronachistico, dotato di ritmo narrativo notevole ma non privo di sequenze fastidiosamente enfatiche. Il tema (l’assassinio di John Fitzgerald Kennedy) avrebbe meritato uno script più fertile. Resta visione godibile, tutto sommato. Ma la sua presenza in concorso appare una sin troppo gentile concessione dei selezionatori.”

Alexandros Avranas, Miss Violence: 7/10
“La società greca è in via di dissoluzione, ma il suo cinema appare vitale: Lanthimos, Tsangari e ora anche Avranas. Miss Violence declina la crisi economica e sociale della nazione ellenica traslitterandola in un racconto familiare cupo e ferocissimo. Inquadrature fisse, simmetriche, dettagli di oggetti. C’è un solo problema: la pellicola ricorda troppo da vicino Dogtooth, del quale riprende stile e mood.”

Errol Morris, The Unknown Known: 7.5/10

Kelly Reichardt, Night Moves: 8/10
“Pellicola di ascendenza quasi fincheriana, per lo stile fluido, la soundtrack cupa e affidata a shining sintetici, le dinamiche ambigue delle relazioni tra i personaggi. Le parole sono importanti, diceva moretti. Per la talentuosa regista americana, bastano le immagini. Altro film seriamente candidato ad un riconoscimento.”

Xavier Dolan, Tom à la ferme: 8.5/10
“Il ragazzo si farà, anche se ha le spalle strette, cantava De Gregori. Il giovane Xavier le aveva larghissime già da teenager, ma chi poteva immaginare che un 24enne potesse realizzare un film di tale spessore stilistico e ancor più drammaturgico. A tratti autenticamente chabroliano nella capacità di rappresentare l’ambiguità delle dinamiche relazionali tra i personaggi. Opera spiazzante e carica di magmatica suspense.”

Philip Gröning, Die Frau Des Polizisten: 8.5/10
“Destrutturazione cronologica della destrutturazione di una famiglia scandita in 59 disorientanti capitoli, ora idilliaci, ora vibrantemente hanekiani. Consacrazione del regista de Il grande silenzio, che diventa un serissimo candidato per il Leone d’oro.”

Jonathan Glazer, Under The Skin: 10/10
“Stamane, un quotidiano locale riportava una notizia: caduto meteorite su Venezia. Ci siamo chiesti di cosa si trattasse. Poi, entrato in sala per vedere il film mattutino, ho compreso il riferimento. Era Under the Skin di Glazer. Visione potentissima, come se Rabid di Cronenberg avesse incrociato 2001: Odissea nello Spazio in un mix lisergico e ottundente. Tra i film del decennio.”

Tsai Ming-Liang, Jiaoyou (Stray Dogs): 11/10
“Ieri si raccontava di un quotidiano locale che riferiva di un meteorite caduto in laguna. I meteoriti erano tre: il già citato film alieno, letteralmente, di Glazer. Al quale son seguiti un’agghiacciante, insostenibile esperienza visiva di Wang Bing e poi il film definitivo di Tsai Ming-Liang, che realizza il suo personale INLAND EMPIRE.”

Amos Gitai – Ana Arabia: S.V. (film basato su un pianosequenza unico, quasi tutto il tempo la camera indugia, immobile, su persone che parlano in ebraico e arabo; uno spettatore alto e con testa spaziosa copriva interamente i sottotitoli; bad game).

FUORI CONCORSO

Costanza Quatriglio, Con Il Fiato Sospeso: 2
Noaz Deshe, White Shadow: 4

Sebastián Sepúlveda, Las Niñas Quispe (The Quispe Girls): 7.5
“Gli enigmi e il mistero di Ruiz, la lucidità chirurgica di Larrain e, da ieri, quando penserò al cinema cileno, mi verrà in mente anche Sepulveda e le sue donne fantasma attraverso petrosi deserti. Con una sequenza finale che resterà uno dei momenti più algidamente strazianti di Venezia 70.”

Apichatpong Weerasethakul, Mysterious Object At Noon: 8
Miguel Gomes, Redemption: 8
Edgar Reitz, Die Andere Heimat – Chronik Einer Sehnsucht : 9
Bing Wang, Feng Ai (‘Til Madness Do Us Part): 9.5

Paul Schrader, The Canyons: S.V. Film sospeso tra sogno – il mio, stanchezza del viaggio e ultima proiezione serale – e percezione. Impossibile giudicarlo ma da rivedere senza dubbio.

Premi Assegnati dall’ipotetico giurato Dr. Floyd:

Leone d’Oro al Miglior Film: Stray Dogs di Tsai Ming-liang
Leone d’Argento per la Miglior Regia: Philip Gröning per Die Frau Des Polizisten
Premio Speciale della Giuria: Tom à la ferme di Xavier Dolan
Coppa Volpi per la Miglior Interpretazione Maschile: Donald Rumsfeld per The Unknown Known
Coppa Volpi per la miglior Interpretazione Femminile: Judi Dench per Philomena
Premio Osella per la Migliore Sceneggiatura: Kelly Reichardt e Jonathan Raymond per Night Moves

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