Diffusione e declino dello zombie in Italia tra gli anni Ottanta e Novanta

Grazie alla trilogia di Romero il mito e il fascino dello zombie contagiò definitivamente tutto il mondo. Infatti, a partire dagli anni Settanta, le produzioni cinematografiche con protagoniste queste creature si moltiplicarono non solo nel numero ma anche nella nazionalità: Spagna, Francia, Germania e altre iniziarono a produrre molti film di questo filone contribuendo allo sviluppo dello zombie; un enorme e fondamentale contributo venne anche dall’Italia che, oltre ad essere entrata attivamente nella produzione e distribuzione di Zombi grazie a Dario Argento, produsse molti titoli riguardanti i non-morti.

Non si deve dimenticare che uno dei film che ha maggiormente ispirato Romero per il suo esordio al cinema degli zombie è proprio italiano, L’ultimo Uomo Della Terra di Ubaldo Ragona, girato nel 1964 e tratto dal racconto di Richard Matheson Io Sono Leggenda; nello stesso anno uscì Roma Contro Roma, uno stravagante peplum dove un sacerdote fa resuscitare i morti per conquistare la città di Roma.

Dopo l’uscita de La Notte dei Morti Viventi in Italia il filone zombie sembra non avere una diffusione così massiccia. Per trovare un film che si avvicini molto alle tematiche romeriane bisognerà aspettare, infatti, il 1974 quando uscì nelle sale Non Si Deve Profanare il Sonno dei Morti diretto dal regista spagnolo Jorge Grau, ma con un cast e una troupe tutta italiana. Opera molto interessante che spinge forte sulla componente ecologista, tratta di un dispositivo da usare nei campi per uccidere gli insetti che emette delle radiazioni capaci di riattivare il cervello dei defunti morti di recente nell’arco di due miglia, Successivamente il dispositivo verrà potenziato e diffonderà la sue radiazioni fino a cinque miglia, proprio nel pieno del cimitero della cittadina.

Dopo la partecipazione di Argento alla produzione del secondo capitolo della trilogia sugli zombie di Romero, l’Italia, improvvisamente, diventò la seconda patria dei morti viventi. Tra i registi principali di questo filone spicca senza dubbio Lucio Fulci, il quale iniziò il suo cammino nel mondo dell’horror proprio con gli zombie grazie a Zombi 2, inserendosi nella scia del successo di Romero, ma apportando dei cambiamenti. Il film fu accusato di plagio – in quanto, come sappiamo, Argento distribuì Dawn of the Dead con il titolo Zombi – ma Fulci si è sempre difeso dalle accuse ammettendo di aver sfruttato il successo della pellicola romeriana ma creando un filone sugli zombie del tutto diverso.

Il regista italiano, infatti, mette in scena gli zombie romeriani, ma la loro origine viene spiegata con la tradizione voodoo, come nei film anni Trenta e Quaranta. Fulci non gira pellicole di denuncia ed analisi sociale come Romero, ma di avventura e puro horror, con elementi antichi di superstizione ed elementi di novità come un grande gusto per la violenza e la crudeltà visiva delle immagini.

Grazie anche alla fiducia acquisita con il buon successo in Europa e negli Stati Uniti di Zombi 2 – gli incassi sul suolo americano superarono quelli del film di Romero – Fulci intraprese il suo viaggio personale nel mondo degli zombie dirigendo la cosiddetta Trilogia Della Morte, tre pellicole girate tra il 1980 e il 1981 caratterizzate da trame molto particolari, al limite del sogno e della fantasia, sfoggiando anche il suo marchio di fabbrica ovvero immagini molto crude e violente dal forte sapore gotico.

Questi tre film sono: Paura Nella Cittù dei Morti Viventi del 1980, …E Tu Vivrai Nel terrore! L’aldilà e Quella Villa Accanto Al Cimitero, entrambi del 1981; tre strepitose pellicole horror, in particolare L’aldilà che è IL capolavoro zombie di Fulci: il film è stato riscoperto e restaurato prima da Quentin Tarantino, poi addirittura dalla Mostra del Cinema di Venezia, che l’ha proiettato nel 2004.

Zombie nel cinema italiano degli anni Ottanta e Novanta

Per quanto riguarda gli zombie della trilogia fulciniana, non c’è mai chiarezza sulle loro origini, non vengono creati da stregoni voodoo né tantomeno da virus o radiazioni spaziali, ma sono figli dell’occulto, non vengono creati ma evocati. Nonostante il clamoroso successo internazionale, gli zombie di Fulci furono sempre stroncati dalla critica italiana, mentre fu molto amato in Francia. Egli tornerà agli zombie solo nel 1988 quando dirigerà Zombi 3 ma, a causa di gravi incomprensioni con la produzione, abbandonò il set durante le riprese e il film si rivelò una accozzaglia di scene splatter senza criterio.

Alla fine degli anni Settanta il fenomeno zombie fu così diffuso in Italia che non si perse tempo a realizzare una commedia ispirata a queste figure, Io Zombo, Tu Zombi, Lei Zomba di Nello Rossati, interpretata da Renzo Montagnani e Tullio Solenghi. Ma è l’horror l’habitat naturale dello zombie e lo capì Umberto Lenzi che, nel 1980, girò Incubo Sulla Città Contaminata, un film crocevia dove, per la prima volta, gli zombie non ciondolano ma corrono.

Il 1980 fu molto prolifico per gli zombie italiani e tra le pellicole, oltre alle già citate, possiamo ricordare Virus-L’inferno dei Morti Viventi di Bruno Mattei, Zombi Holocaust di Marino Girolami e il primo inserimento dello zombie nel mondo del porno (cosa che si diffonderà specialmente nel nuovo millennio) con Le Notti Erotiche dei Morti Viventi di Joe D’Amato.

Se l’inizio del decennio presenta molti film sugli zombie, negli anni successivi la figura sembra fruttare meno a causa della scarsissima qualità dei prodotti nostrani e su questa falsariga si comincia nel 1981 con Le Notti del Terrore di Andrea Bianchi e Assassinio nel Cimitero Etrusco di Sergio Martino. Per trovare un prodotto interessante bisogna aspettare il 1983 quando Pupi Avati diresse Zeder, da lui sceneggiato insieme a Maurizio Costanzo. Ambientato tra Bologna e Rimini, racconta le indagini di un giovane scrittore (Gabriele Lavia), che scopre un tipo di terreno in grado di far risorgere i morti.

Nella seconda metà degli anni Ottanta gli zombie quasi spariscono dalla cinematografia italiana se non fosse per la trilogia di Demoni di Lamberto Bava (l’ultimo è diretto da Umberto Lenzi) che, pur non trattando di zombie ma di esseri umani posseduti, si rifà alle atmosfere romeriane, e per il film di Claudio Fragasso After Death-Oltre la Morte, del 1988, pellicola scandalosa a bassissimo budget ambientata nel Sudamerica, in cui un libro dei morti (simile al Necronomicon de La Casa), risveglia i morti.

Nonostante la momentanea estinzione, gli zombie ritornano nel 1994 per esalare l’ultimo respiro – prima di ritornare nel nuovo millennio a nuova vita – in terra italiana con Dellamorte Dellamore, diretto da Michele Soavi, tratto da un romanzo di Tiziano Sclavi e interpretato da Rupert Everett (guardiano di un cimitero in cui i morti si risvegliano) e Anna Falchi (una bella e popputa vedova che cambierà la vita al guardiano). Costato quattro milioni di dollari, la pellicola incassò pochissimo in Italia mentre riscosse un discreto successo all’estero.

See You Soon,

Roberto Manuel Palo

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.