Il Giorno Degli Zombi (George A. Romero, 1985)

Il Giorno Degli Zombi, terzo capitolo della saga di George A. Romero, viene realizzato negli anni Ottanta, quando ormai il regista americano non è più riconosciuto come autore di film di serie B e, infatti, si scontra con i problemi della mercificazione hollywoodiana delle grandi major. Già durante la lavorazione de La Notte dei Morti Viventi, come è stato già ricordato nel precedente focus, Romero aveva pensato ad una trilogia per la sua storia e, così, con la prima idea di un superstite braccato sia dai militari-zombie che dai morti viventi, il regista newyorchese iniziò a scrivere diversi sviluppi per Il Giorno Degli Zombi, raggruppando talmente tanti spunti da rendere il suo progetto simile ad un kolossal con una società completamente trasformata, dove i morti viventi sono organizzati in gruppi semi-intelligenti e militarizzati e sono sotto il controllo di alcuni gruppi oligarchici di uomini.

Questa, però, era una storia troppo ambiziosa, dalla potente critica e, oltretutto, avrebbe avuto un costo eccessivo in termini di budget e avrebbe dovuto fare i conti con una censura spietata in fase di distribuzione; Romero decise, piuttosto che vedere completamente cambiata la sua storia per Il Giorno Degli Zombi, di scriverne un’altra dai costi notevolmente inferiori. Bisogna ricordare che il regista aveva un contratto con la United Film Distribution che prevedeva la realizzazione di uno zombie movie entro il 1985 con un budget di circa sette milioni di dollari e che evitasse la X, il divieto maggiore della censura negli Stati Uniti, e questo voleva dire una libertà limitata e un compromesso tra le volontà del regista e il volere della distribuzione: la mercificazione di Hollywood, appunto.

Così, nell’ottobre 1984, iniziarono le riprese de Il Giorno Degli Zombi che uscirà nei cinema qualche mese dopo. Romero spinge il gore ai massimi livelli – sempre grazie al grande lavoro del mitico Tom Savini, aiutato da una giovane promessa di quel periodo, Greg Nicotero –  insieme alla sua critica antimilitarista, confermando la sua visione dell’umanità che avevamo osservato anche nei due film precedenti: gli individui della società devono distruggersi prima di aver la possibilità di poter ricominciare da zero. Ma, per la prima volta, il finale prova a dare una chance alla razza umana.

Il Giorno Degli Zombi presenta una delle scene più belle del cinema romeriano ovvero la sequenza iniziale dove Sarah (Lori Cardille), guardando dritto verso l’obiettivo, sta osservando un calendario con la foto di un prato verde pieno di zucche rosse, tanti colori che stonano con la freddezza dell’ambiente in cui si trova. Nel momento in cui Sarah, affascinata da quel calendario attaccato al muro, tenta di toccarlo, decine di mani zombificate perforano il muro e tentano di afferrarla. Sarah si sveglia di soprassalto accorgendosi che era solo un incubo e non immagina che la realtà potrebbe essere peggiore.

Il Giorno Degli Zombi vede un gruppo di militari e scienziati sopravvissuti all’interno della loro base, mentre il mondo esterno è ormai stato conquistato completamente dai morti viventi. I protagonisti sono nel bunker sotto la base dove  la convivenza tra i sopravvissuti è al limite della sopportazione e della tensione.

Il Giorno degli Zombie
Lo zombie Bub

Romero ha una geniale intuizione, ovvero il ribaltamento tra gli esseri umani – quei pochi che non sono stati ancora divorati – che si nascondono nelle profondità della terra, e i morti viventi che hanno conquistato totalmente la superficie. Quindi è come se gli esseri umani siano finiti all’inferno al posto dei non-morti. Ciò appare più che giustificato conoscendo i primi personaggi strani che vivono nel sottosuolo, come Steel (Gary H. Clar) e Rickles (Ralph Marrero), due soldati di rara rozzezza. Steel, in particolare, è sempre intento a massacrare verbalmente negri, messicani e zombi (questi ultimi anche non verbalmente). Il Giorno Degli Zombi ci porta a fare la conoscenza anche del dottor Logan (Richard Liberty) che conduce degli esperimenti su cavie zombie per cercare di piegare le creature al suo volere, come farà con lo zombie Bub (Sherman Howard), uno dei più famosi zombie della storia del Cinema; conosciamo anche il comandante Rhodes (Joseph Pilato) che non gradisce gli esperimenti del dottore, dando inizio ad una diatriba militare-scienziato molto diffusa nel cinema di fantascienza anni cinquanta.

Di solito gli scienziati vengono visti come menti portatrici del progresso, mentre i militari come delle forze che si limitano ad eseguire ordini senza usare il cervello e sono disposti ad usare la forza se necessario. Anche ne Il Giorno Degli Zombi Rhodes rappresenta in pieno la categoria militare su descritta, anzi, il peggio della categoria, un capitano che sfrutta le debolezze degli uomini di medicina e si fa scudo con le armi, ostentate quasi in maniera ridicola come, ad esempio, i suoi cinturoni; il dottor Logan, invece, è un mad doctor che ha sviluppato anch’esso una forma di onnipotenza: quella del genio. Tutto precipita quando il capitano scopre che Logan nutre Bub con i resti dei soldati morti nella base e così scoppia un conflitto armato tra scienziati/civili e militari. Durante gli scontri, il dottore viene ucciso da Rhodes mentre gli zombie riescono a penetrare e a massacrare un po’ di gente tra soldati e scienziati…  Bub, vedendo il corpo del dottore a terra, decide di vendicarsi sparando a Rhodes, fornendo a Il Giorno Degli Zombi la prima azione umana di un morto vivente.

Il massacro di Rhodes da parte degli zombie è uno dei momenti più memorabili de Il Giorno Degli Zombie e una delle più memorabili ricostruzioni splatter di Tom Savini, il quale racconta che fu fatto un solco nel pavimento in cui venne fatto sprofondare il corpo dell’attore, ad esclusione delle braccia e della testa e poi fu applicato un falso corpo pieno di interiora di animale. (fonte Morte in Diretta. Il Cinema di George Romero, Mauro Gervasini). Ne Il Giorno Degli Zombi le creature di Romero fanno un passo in avanti nel loro stadio evolutivo: queste, infatti, sono diventate semi-intelligenti, hanno iniziato ad acquisire una sorta di coscienza di sé. Mentre il genere umano degenera lentamente in una condizione bestiale, gli zombie sembrano lentamente elevarsi dal loro stato di semplici cadaveri che camminano ad esseri con qualche potenzialità intellettiva.

Romero, con Zombi e Il Giorno Degli Zombi, ci regala due nuovi punti cardine del cinema di questo genere che si vanno ad aggiungere al suo primo film del 1968. Non ritornerà più sull’argomento fino al 2005 quando, con La Terra dei Morti Viventi, diede inizio ad una nuova trilogia sui non-morti. Le regole principali dei morti viventi sono rispettate e sviluppate anche nei film degli altri registi che si dedicano a questo tema; infatti si svilupperanno vari filoni e tipi diversi di morti viventi, ma ognuno di essi sarà figlio della visione romeriana.

See You Soon,

Roberto Manuel Palo

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