Akira (Katsuhiro Otomo, 1988)

Akira di Katsuhiro Otomo è un anime ambientato dopo una ipotetica Terza Guerra Mondiale a Tokyo, esattamente nel 2019. La polizia, in una città devastata dal conflitto, inizia una lotta brutale contro alcune bande di motociclisti che infestano le strade di una città completamente distrutta. Kaneda, il protagonista, dà la caccia ad una banda di motociclisti chiamata I Clowns insieme ai suoi amici Tetsuo, Yamagata e Kaisuke. Durante una rappresaglia della polizia, Tetsuo viene rapito ed usato dai politici come cavia per l’avvento di Akira, il quale possessore ha la possibilità di conquistare il mondo grazie alla sua potenza.

Il ventinove Maggio, in occasione del venticinquesimo anniversario di Akira, la Nexo Digital ha riportato in sala la pellicola per un solo giorno e, per la prima volta, in digitale 2K e audio PCM Surround 5.1. Nonostante il prezzo da suicidio del biglietto di ben 11 euro, non per tutti è stato facile riuscire a trovarlo, segno che Akira, ancora oggi, non ha perso il fascino di un tempo, ma potrebbe essere stato anche a causa del fatto che ancora oggi non tutti l’abbiano capito proprio perfettamente.

akira

Anche il sottosccritto, ad una prima visione avvenuta qualche anno fa, ebbe molte difficoltà a comprenderne la trama, anzi, confessiamocela tutta, non capì proprio nulla e lasciò il dvd nell’oblio senza averne voglia di provare a rivederlo. Quale migliore occasione, dunque, di una crescita sia d’età che d’esperienza cinematografica per provare a riaffrontarlo di nuovo? Ed, infatti, il film è molto più semplice da seguire di quanto ricordassi e, in questa seconda visione di Akira, ho colto molte cose che alla prima visione all’età di sedici anni non colsi.

Prima di andare nel dettaglio, quindi, vorrei dare un consiglio a chiunque voglia avvicinarsi alla visione di Akira: non lasciatevi scoraggiare se, alla prima, non riuscite a seguire tutti i risvolti della trama, dategli una seconda possibilità e, se possibile, anche una terza.

Dopo i centoventi minuti di Akira, la cosa che risalta subito è il fatto che, nonostante esplosioni a pochi metri di distanza, crolli di palazzi sopra di lui e assimilazioni varie, il colonnello Shikishima è sempre sano come un pesce, senza il minimo graffio, cosa che fa pensare allo spettatore:”Come vorrei avere la fortuna sfacciata che ha lui!”. Tornando alle cose serie, lo spettatore verrà sicuramente incantato da alcune scene spettacolari costruite in maniera magistrale da Otomo che sa come fare in modo che qualsiasi scena abbia un certo impatto visivo. Basterebbe come esempio la scena dove Tetsuo ha le visioni del coniglietto e dell’ automobile che si fanno sempre più grandi. Otomo è aiutato dalla colonna sonora di Shoji Yamashiro: splendida, vigorosa e che sembra abbia vita propria in ogni scena e, in alcuni casi, ne fosse proprio la protagonista.

Essendo tratto dal manga Akira che lo stesso Otomo ha disegnato, è quasi superfluo dire che l’altissima qualità tecnica dei disegni e delle animazioni è sbalorditiva e, a mio avviso, supera ampiamente alcune delle pellicole dell’epoca recente. Il successo della pellicola fu sorprendente in quanto in Occidente gli anime, negli anni Ottanta, non erano molto diffusi se non grazie ai cartoni animati ad episodi che si proponevano in televisione che ebbero un vero e proprio boom e, quindi, vedere questo kolossal di due ore pieno di trovate tecniche rivoluzionarie, fu molto gradito e non ebbe difficoltà ad entrare nel novero dei film “culto” e spazzò via in un attimo tutti i pregiudizi che si avevano dell’animazione giapponese – dovuta proprio all’enorme diffusione degli anime ad episodi.

Nonostante i problemi di distribuzione in Occidente – venne distribuito tre anni dopo la sua uscita in Giappone – Akira, con i suoi pregi e i suoi difetti, può ritenersi a tutti gli effetti un capolavoro dell’animazione giapponese che fece conoscere all’Occidente alcuni artisti differenti da Miyazaki e fece crollare alcune certezze dell’azienda Disney rispetto alla sua indiscussa superiorità.

See You Soon,

Roberto Manuel Palo

4 pensieri su “Akira (Katsuhiro Otomo, 1988)

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