Orphan Black: Morte per Natural Selection

di Fausto Vernazzani.

Graeme Manson e John Fawcett non hanno intenzione di giocarsi tutte le carte sin dall’episodio pilota di Orphan Black, nuova serie sci-fi prodotta in Canada nell’annata 2012/2013 (dopo la storia di viaggi nel tempo Continuum). No, affatto, Manson e Fawcett preferiscono tenere lo spettatore sotto i riflettori incollato alla sedia dandogli il meno notizie possibile su ciò che stanno guardando nell’episodio Natural Selection, diretto dal secondo del duo dei creatori, con cui Orphan Black si è aperto.

Sarah è in fuga su un treno, pentita delle pessime scelte fatte in passato, decisa a riscattarsi e a rivedere sua figlia dopo un anno di assenza. Nel momento in cui scende dal treno e attacca il telefono si trova faccia a faccia con una ragazza identica a lei, un incontro breve che si conclude con il suicidio sui binari del sosia. Una vita di scelte sbagliate non basta a Sarah per convincerla a continuare sulla sua strada e ruba la borsa dell’altra, facendone sua l’identità per prenderle i soldi dal conto, una scelta che le si ritorcerà presto contro.

Regolare, nulla di straordinario in un episodio che fila liscio come l’olio perché c’è ben poco su cui far cascare l’occhio, se non un vago riferimento a qualche serie di “orfani” dallo stesso aspetto – quello della canadese Tatiana Maslany. Non viene detto altro, il pensiero però vola a romanzi come Il terzo gemello di Ken Follett, serie di esperimenti scientifici sullo studio dell’uomo perfetto, fisicamente parlando, ma Orphan Black preferisce iniziare la sua scalata verso il successo con l’audience lasciando tutto all’immaginazione.

Tronchi di micro-narrazione fanno la loro comparsa senza agguantare lo spettatore con tutte le forze, la recitazione lascia a desiderare e il gioco sensuale di protagoniste in lingerie, fidanzati “falsi” (Dylan Bruce) che girano col pendolo all’aria – non visibile ovviamente -, personaggi omosessuali da caricatura (Jordan Gavaris) e il solito poliziotto nero arrabbiato (Kevin Hanchard). Manson e Fawcett sembrano avere iniziato con il piede sbagliato una serie che sembra dar troppo peso a sentimentalismi e storie di gangster e droga quando dovrebbe invece concentrarsi su un aspetto completamente diverso a cui non si è neanche lontanamente introdotti.

Orphan Black rovina le aspettative che si erano create fino a oggi, lasciandoci con in mano un pugno di mosche e di nove episodi ancora da vedere per decidere se varrà la pena cedere spazio a una nuova serie quando nel panorama sci-fi della televisione attuale il palinsesto è già abbastanza pieno. Con la seconda parte della prima (deludente) stagione di Revolution, un Doctor Who che si prepara al suo cinquantesimo anniversario, Continuum lanciatasi come la miglior novità del genere, c’è da chiedersi se davvero valga la pensa concedersi alle forme attualmente inespressive della Maslany, a cui dovremmo in teoria abituarci, essendo lei futura multipla protagonista di ogni episodio. O potrebbe solo essere un flaccido inizio per prepararci a qualcosa di meglio.

 

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