A Glimpse Inside the Mind of Charles Swan III

ROMA7: A Glimpse Inside the Mind of Charles Swan III (Roman Coppola, 2012)

A Glimpse Inside the Mind of Charles Swan III: il più deludente dei Coppola – di Fausto Vernazzani.

La storia è una delle sue solite, un po’ più immaginifica, senza raggiungere chissà quali vette ‘geometriche’ ed introspettive come i suoi Zissou e Tenenbaum, ma A Glimpse Inside the Mind of Charles Swan III reca indelebile la firma del regista Wes Anderson, qui solo in vesti di sceneggiatore, mentre a dirigere v’è il figlio d’arte di Francis Ford, Roman Coppola.

Un peccato dover dire che Roman appartiene alla schiera dei Coppola non da cinema, al contrario della bella Sofia Coppola che il suo talento bene o male lo ha sempre dimostrato. Dirigere è un’arte, non limitarsi a lavorare in sala di montaggio per riprendere delle immagini un po’ a caso così come accade nel caso di A Glimpse, storia di un disegnatore con la mente occupata sempre e solo da gambe lunghe e seni prorompenti.

Charles Swan III Jr., come fa notare il suo amico Kirby Star, dovrebbe chiamarsi in realtà Charles Swan IV, ma questa è solo una delle tante bizzarrie commesse dall’artista, vestito come una sorta di Elvis Presley in versione texana, l’incarnazione filmica dell’attore che lo interpreta, Charlie Sheen.

Da poco una delle sue tante relazioni è finita a causa sua, ma la bella Ivana non la riesce a dimenticare e dunque qualcosa va fatto: pedinarla, gettar vie tutte le sue scarpe, installare cimici nella sua borsa, sapere perché se n’è andata seguendo la sua immaginazione iperattiva. Scene da sogno, immagini che vengono dal nulla ci portano verso ambientazioni western con bellissime e crudeli Squaw, balletti post mortem con tutte le sue amanti d’un tempo, o inseguimenti da parte delle donne in reggicalze che controllano quanto i loro uomini si stiano comportando male in loro assenza.

Una sequela di scene oniriche si alterna alla realtà, senza un perché e senza un ma, a gestire è solo il tempo che passa ed i minuti che scorrono, non la regia fiacca di Roman Coppola, il quale dovrebbe ringraziare di aver avuto per le mani un testo sfizioso e non di più, d’una penna che di sicuro avrebbe diretto le brevi avventure di Charles Swan III con più grande attenzione.

Sorprende invece il cast principale, un Charlie Sheen candidato e favorito alla vittoria del Marc’Aurelio d’Oro a questa edizione del Festival Internazionale del Film di Roma, a cui fanno da contorno i meno buoni Jason Schwartzmann, un piatto Bill Murray, un’inutile Patricia Arquette e la tanto bella quanto pessima Katheryn Winnick.

Un one man show di Charlie Sheen, mal diretto da qualcuno che forse non è affatto destinato a far da regista, una colpa che lo seguirà nella tomba, poiché da A Glimpse Inside the Mind of Charles Swan III avrebbe potuto portare Charlie Sheen nuovamente tra i piani alti del Cinema e non solo della televisione, di cui è ormai il Re.

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