Un enfant de toi

ROMA7: Un enfant de toi (Jacques Doillon, 2012)

La passione di Un enfant de toi – di Fausto Vernazzani.

Un enfant de toi, in concorso alla VII edizione del Festival Internazionale del Film di Roma, è il terzo delle grandi prove per un pubblico già provato. Grandi nel vero senso della parola, poiché questa commedia leggera scritta e diretta da Jacques Doillon, ha una durata estenuante di oltre due ore.

A suo favore entra in campo una regia funzionale, intima, che racconta la storia dei cinque protagonisti senza mai staccarsi dal loro volto, dalle loro reazioni, dalle loro parole che fluiscono come un fiume in piena, parole ben scritte, ben tornite da Doillon, autore dei dialoghi più brillanti di tutto il Festival. Applausi dunque per un film difficile da seguire a causa d’una lentezza figlia della durata eccessiva, ma non si può negare il giusto riconoscimento al mastodontico lavoro di Doillon e dei suoi magnifici interpreti.

In assoluto il miglior ensemble di questo festival capitolino, superiore persino alle Spose celesti di Aleksey Fedorchenko, l’alchimia tra i cinque è tanto viva al punto da poterla sentire respirare e trasparire ad ogni singola sequenza di Un enfant de toi. Non un film vincitore, Doillon per sfortuna sua il Marc’Aurelio non potrà che vederlo da lontano, ma i suoi sforzi andrebbero premiati, così come gli attori, tutti protagonisti: Lou Doillon (Aya) spinge all’estremo le sue capacità per regalarci un personaggio indeciso, unita tanto a Louis (Samuel Benchetrit) che a Victor (Malik Zidi), mentre la più giovane Marilyne Fontaine, pur non comparendo per l’intera durata del film, è la fresca bellezza e la lucida mente che osserva l’intricato gioco di seduzione con un occhio distaccato.

La vera vincitrice di questo film è, invece, Lina/Olga Milshtein, forse troppo piccola per esser premiata con il Marc’Aurelio per il Miglior Attore Emergente (per cui si candidano i film Marfa Girl e Alì ha gli occhi azzurri) nella cerimonia ufficiale, ma nei cuori del pubblico intero è lei che salirà sul palco per stringere la statuetta d’oro.  Le dinamiche del matrimonio, scimmiottate da Lina con le sue amiche e compagne di scuola, vengono analizzate e vissute con gli occhi d’un infante romantico e consapevole di ciò che sta succedendo intorno, non ignora nulla e vive il tutto con grande passione, permettendo a tutti noi di capire che grande gioco sia l’amore.

Fosse durato molto meno, Un enfant de toi avrebbe potuto portare un pizzico di successo in più al suo autore Doillon, ma l’errore è stato commesso e così non ci resta che poterlo tenere con noi, come un bel ricordo.

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