Livide (Alexandre Bustillo & Julien Maury, 2011)

L’horror francese ha un colore che si chiama Livide – di Roberto Manuel Palo.

Dopo essersi fatti notare a livello internazionale con il loro A l’interieur nel 2007, era inevitabile che Hollywood volesse accaparrarsi i servigi del duo Alexandre BustilloJulien Maury. Ma, a sorpresa, i due sono rimasti in Francia ed hanno girato Livide nel 2011. Evidentemente avranno studiato a fondo la vicenda Alexandre Aja.

La trama

Dopo lo shock dovuto al suicidio della madre (Béatrice Dalle), Lucie (Chloé Coulloud) ritorna a lavorare fornendo assistenza agli anziani malati. Nel consueto giro insieme all’infermiera-capo Catherine (Catherine Jacob) giunge nella dimora dove risiede la signora Jessel (Marie-Claude Pietragalla), un tempo famosa insegnante di danza classica e ora alle prese con un coma irreversibile.

Catherine confessa a Lucie che la Jessel ha un grande tesoro nascosto nella sua casa e così Lucie, dopo averne parlato col ragazzo William (Félix Moati), decide insieme a lui e al loro amico Ben (Jeremy Capone) di andare a casa della Jessel. Sarà una notte che le cambierà la vita, ma non nel modo che sperava.

Una premessa

Leggo dei commenti in giro per la rete che affermano che Livide equivale a Suspiria con qualche differenza. Ragazzi, non scherziamo! Non basta una scena (un flashback in cui la Jessel fa lezione di danza) che sembra un plagio del film argentiano per sancire un’identità fra le due opere – la scena in questione, tra l’altro, dura sì e no 40 secondi. In questo modo potremmo dire anche che è uguale a The Dark Knight Rises perché la Jessel, con quel respiratore, è identica a Bane… per favore.

I pro

Di solito si parla poco degli effetti sonori di una pellicola, ma in questo caso sono l’anima del film. Grazie alla grande bravura del tecnico del suono Emmanuel Augeard, alla ottima tecnica dei due registi e alla fantastica colonna sonora di Raphael GesquaLivide mantiene alta la tensione sia nella prima parte che, in teoria, è quella in cui non succede niente, sia nella seconda, dove la tensione, in qualche frangente, muta in pura paura.

Alcune inquadrature si imprimono nella memoria, come la ripresa dall’alto dei ragazzi al pianterreno che osservano l’enorme scala a chiocciola, oppure la scena dove tre inquietanti bambine intrattengono il malcapitato Ben, girata in maniera davvero magistrale: insomma, una di quelle scene YES! (per chi non sa cosa è una scena YES, vada a leggere subito qui). 

Un grande contro

Purtroppo c’è un “ma” bello grosso. Se è vero che ad una prima parte introduttiva ne segue una seconda dove scorre tanto sangue e si prova anche qualche brivido, cosa alla quale del resto il duo ci ha abituati in precedenza, la sceneggiatura, curata dai registi stessi, risulta essere molto confusionaria.

C’è tensione, angoscia e terrore, ma a volte si ha la sensazione che alcune cose accadano a caso senza che neanche Bustillo e Maury sappiano il perché. La mazzata definitiva è il finale che butta tutto in vacca, cosa che ormai possiamo definire caratteristica del film horror francese.

Dopo che lo spettatore ha visto scemare tutta la tensione a causa della risoluzione della storia, Bustillo e Maury decidono di allungare il brodo con scene che si potevano tranquillamente evitare. Avete presente la conclusione inutile e lunghissima de Il Signore degli Anelli-Il ritorno del re? Ecco, la stessa identica dinamica, compresa la dissolvenza in nero che illude gli spettatori che il film sia finito, e invece no. In Livide questo espediente è riutilizzato almeno cinque volte… davvero, davvero troppe!

Ovviamente inedito in Italia per la troppa violenza presente, il film è senza dubbio inferiore ad A l’interieur, ma vi regalerà 100′ di vero, assicurato horror.

See You Soon.

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