Dark Shadows (Tim Burton, 2012)

di Roberto Manuel Palo.

Ben lungi dall’essere un capolavoro, Dark Shadows, l’ultima fatica di Tim Burton, è un film godibile e divertente che presenta vari segni di “rinascita” del regista gotico. Uno di questi segni è sicuramente la limitata “sparrowizzazione” di Johnny Depp che, ormai, uscito dai panni di attore ed entrato in quelli di personaggio, è Jack Sparrow in ogni pellicola che interpreta. Burton e Depp sono alla loro ottava collaborazione, manca poco che si vedano più spesso che Tim Burton e la moglie Helena Bonham Carter nel quotidiano.

Peggio di Alice in Wonderland era difficile fare, nonostante il pregiudizio portasse a pensare che fosse così. Invece, grazie a scenografie bellissime, ad alcune scene d’effetto e a battute che riescono a far ridere o, perlomeno, sorridere, il film non annoia nell’arco dei suoi 110 minuti. Ripeto, non è risultato da genio, ma senza dubbio è superiore a tanta porcheria che si vede in giro, nonostante il finale che, paurosamente, va a sfociare in ambiente Twilight.

La storia parla di Barnabas Collins (e non Barnabas Sparrow Collins) e della sua famiglia che, nel Settecento, avviano un impero ittico molto importante, tanto da far chiamare un’intera cittadina con il loro nome: Collinsport. Barnabas è un latin lover che ama Josette e spezza il cuore di Angeline Bouchard la quale, esperta di stregoneria, si vendica uccidendo la famiglia e l’amata di Barnabas per poi trasformarlo in un vampiro. Due secoli dopo, nel 1972, durante degli scavi, la bara di Barnabas viene portata alla luce e il vampiro si risveglia. Dopo aver appagato la sua sete di sangue, ritorna a casa Collins scoprendo che la famiglia è in miseria. Il suo obiettivo è far ritornare la famiglia Collins ai fasti di un tempo.

La famiglia Collins è una famiglia molto strana, una sorta di Famiglia Addams composta da Elizabeth (Michelle Pfeiffer), l’elemento più sano, quello che decide cosa si deve fare; la psichiatra ubriaca intenta a scoprire il segreto dell’immortalità Julia Hoffmann (Helena Bonham Carter, immancabile); il fratello idiota di Elizabeth, Roger (Jonny Lee Miller); e i due bambini: David, che vede la mamma fantasma camminare per la casa (Gulliver McGrath) e Carolyn Stoddard, bambina in pieno sviluppo ormonale adolescenziale (Chloe Moretz, attrice che adoro sempre di più dopo il fantastico Kick Ass e il sottovalutato remake Let me in). Questa famiglia è uno dei problemi della pellicola. Non c’è un vero e proprio protagonista (che può andar bene per una serie TV, ma non per un film) e la sceneggiatura di Seth Graham-Smith non si impegna particolarmente nell’approfondimento psicologico e presenta molti buchi sia nei vari flashback, sia nelle storie di alcuni personaggi (c’è il rischio di dimenticarsi la presenza di qualcuno). La caratterizzazione meglio riuscita è quella del maggiordomo Willie Loomis (Jackie Earle Haley) e della strega Angelique Bouchard (Eva Green), una delle streghe cattive più belle che abbia visto finora in schermo, protagonista anche di una scena spettacolare a luci rosse con Barnabas. Insipida, invece, la tata di famiglia, Victoria Winters (Bella Heathcote) con il suo difficile passato.

Le musiche, come sempre, sono affidate a Danny Elfman che, a parte in alcune scene in cui i suoi ritmi incalzanti sono veramente gradevoli, si limita al semplice compitino al di sotto delle sue reali capacità. Dark Shadows è un piccolissimo passo in avanti verso la rinascita: Tim Burton sembra aver ritrovato le atmosfere di un tempo rovinate, però, dalla sceneggiatura di Smith. Sceneggiature che sono diventate il vero problema dei film di Burton da qualche tempo. Forse qualcuno dimenticherà il film subito dopo averlo visto, ma una possibilità, secondo me, gli va data. Anche solo per sapere cosa ne pensate.

See You Soon.

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Un pensiero su “Dark Shadows (Tim Burton, 2012)

  1. Danny Elfman e il “semplice compitino”? Naaa, non credo. Oltre ad aver realizzato per l’ennesima volta temi originali e prettamente funzionali al film, ha saputo inserire brani preesistenti degni di nota. Eccellenti, almeno, così è, per me!!! ;-)

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