Beasts of the Southern Wild e gli altri vincitori del Sundance Film Festival

Dal Sundance Film Festival esce sempre qualche film che ti rende la vita migliore in qualche modo, quei piccoli prodotti indipendenti e non che ti sollevano o ti abbattono, ma in ogni caso ti procurano emozioni forti. Settimane fa la collega Frannie vi ha parlato di Like Crazy, uscito con successo dall’edizione 2011, ieri 29 Gennaio sono stati annunciati i vincitori del 2012. Eccovi dunque un riassunto delle vittorie, ma magari più in là vi parleremo anche di quelli che non hanno raggiunto la vetta, ma che hanno ugualmente combattuto strenuamente fin dove sono arrivati.

Il Gran Premio della Giuria, categoria drammatico, va a Benh Zeitlin, regista a cui da giovane fu detto di non girare mai sull’acqua, mai coi bambini e nemmeno con gli animali, per poi trovarsi a girare un film su una realtà in cui l’acqua sta salendo, animali selvaggi scappano e una bambina vive con suo padre ai confini del mondo: Beasts of the Southern Wild. Gran Premio della Giuria, categoria documentario, va invece ad una storia in cui non ci sono atmosfere assurde, ma reali e da incubo: The House I Live In di Eugene Jarecki racconta dei 40 anni in cui la Guerra alla Droga ha portato a 45 milioni di arresti, facendo degli USA una delle più grandi prigioni-stato al mondo, ma nonostante questo, la droga è ancora sul mercato, più economica di prima. Perché?

I World Cinema Jury Prize vanno invece a The Law in These Parts, documentario israeliano sulle leggi military in territorio palestinese occupato, mentre il film drammatico a portare a casa il premio è la entry agli Oscar del Cile, Violeta se Fue a Los Cielos, un film che calca le orme dei successi franco-tedeschi de La Vie en Rose e Hilde, entrambi su star musicali del proprio paese, così come Violeta Parra, cantante cilena la cui vita è stata portata sullo schermo.

Audience Award per The Surrogate  di Ben Lewin, su Mark O’Brien, poeta di 36 anni e giornalista con un polmone di ferro che decide di perdere la verginità e di assumere un surrogato sessuale professionista per portarlo su un viaggio verso la virilità. Per il documentario vince invece The Invisible War di Kirby Dick, un documentario inchiesta sull’epidemia degli stupri nei corpi militari statunitensi. World Audience Award a Valley of Saints di Musa Syeed, film indiano su una coppia d’amici che cercano di sfuggire alla miseria e alla guerra del loro villaggio nel Kashmir, fino a che l’incontro con una donna stravolge i loro piani .Categoria documentario invece a Searchinf for Sugar Man di Malik Bendjelloul su Rodriguez, uno dei più grandi recording artist degli anni ’70, sparito e ritornato sotto vesti completamente diverse.

Premio ufficiale del pubblico a Sleepwalk With Me, di Mike Birbiglia, un protagonista della stand-up comedy ha paura dell’amore, dell’onesta, di crescere e un rapporto comico e intenso con il problema del sonnambulismo. Altri film premiati sono per i Directing Award: Middle of Nowhere, The Queen of Versailles, 5 Broken Cameras, Teddy Bear. Per gli Screenwriting Award: Safety Not Guaranteed, Young & Wild. Decine e decine sono gli altri premi consegnati, per la produzione, regia, sceneggiatura e tanto altro ancora, elencarli è impossibile, sperare di riuscire a vederli in tempi umani anche probabilmente, ma noi ci proveremo, perché noi siamo innamorati pazzi del cinema, ma soprattutto di questo cinema.

Fausto Vernazzani

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