Heartless (Philip Ridley, 2009)

di Roberto Manuel Palo.

La Gran Bretagna sforna quasi sempre prodotti di altissima qualità in tutti i generi e parlare come parlerò di questo horror british mi fa male al cuore. L’unico motivo per vedere Heartless è Jim Sturgess, tutto il resto è pura noia ed indifferenza, comprese le azioni e le parole che una pessima sceneggiatura del regista e scrittore Philip Ridley impone al povero Jim. Ma Sturgess recita talmente bene che innalza la pellicola da un 3-4 ad una risicatissima sufficienza.

Jim Sturgess interpreta Jamie, un ragazzo con una voglia che gli copre metà del volto e buona parte del corpo, che si diverte a fotografare Londra. Ridendo e fotografando scopre che Londra è infestata da un’orda di demoni che si diverte a bruciare la gente con le molotov. Vittima anche lui di questi demoni che ne ammazzano la madre, fa un patto col capo di essi: la scomparsa dell’enorme voglia in cambio di alcuni lavori non del tutto ortodossi.

La domanda è: perché? Muore la mamma e tu fai un patto col capo  dei demoni che l’hanno uccisa per farti togliere la voglia? Perché? Fateci caso: non ha alcun senso. Fai tornare in vita la mamma, fatti regalare un paio di mutande da donna, fatti dare una ragazza per tutta la vita, ma non farti fare la plastica alla faccia. Io non ucciderei per una plastica. Ridley, inoltre, si impegna con tutte le sue forze per non farci capire assolutamente nulla cambiando ogni cinque minuti le carte in tavola, specie nel finale che dà il colpo di grazia alla nostra intelligenza e al filo logico che avevamo seguito fino ad allora.

Un film della durata di un’ora e quarantasette minuti, pieno di demoni e diavoli quando bastava soltanto (SPOILER) mandare a quel paese il capo dei demoni dicendo che non si ha più paura di lui (FINE SPOILER). Questo è un affronto alla nostra intelligenza. È vero, Jamie si lamenta per 3/4 di film della sua faccia, che i bambini non lo possono guardare, che le dicerie sulla bellezza interiore sono autentiche cavolate e luoghi comuni. Ma allora cosa significa la lunga scena finale se non una presa per i fondelli? E poi non è detto che con una bella faccia fai la bella vita. Hai solo qualche probabilità in più di farla.

Il trailer del film ci mostra le scene migliori con degli spoileroni sul finale non da poco. Ma ciò è giustificato dal fatto che quelli del trailer sono gli unici frame che meritano di essere ricordati intervallati da un piattume sia dialogico che scenografico davvero sconfortante. Eppure l’inizio della pellicola era promettente. Grazie alla colonna sonora e agli effetti sonori, le passeggiate di Jamie per le strade di Londra risultano a tratti realmente inquietanti e piene di tensione, compresa la presenza dei demoni con le molotov. Ma poi il film si perde in maniera clamorosa. diventando noioso grazie a una storia d’amore poco coinvolgente tra Jamie e Tia (Clémence Poésy) e con dei personaggi assolutamente insignificanti come il vicino di casa di Jamie, A.J. (Noel Clarke) e lo stesso capo dei demoni Papa B (Joseph Mawle). Regia piatta, attori scadenti e l’attenuante che è un film low budget. Ma gli Inglesi sanno fare di meglio col low budget. Anzi, danno il meglio di loro senza cash. Ridley ha decisamente toppato, mentre diecimila punti vanno a Jim Sturgess che migliora di anno in anno da quel Across the universe di Julie Taymor che l’ha portato a farsi conoscere internazionalmente. Nel 2012 uscirà un nuovo film da lui interpretato intitolato Upside/Down, di Juan Diego Solanas. Ne ha parlato anche il collega Fausto qui. Gli auguro, sinceramente, i migliori successi, è davvero bravo.

See You Soon.

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2 pensieri su “Heartless (Philip Ridley, 2009)

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