Like Crazy

Like Crazy (Drake Doremus, 2011)

Like Crazy: l’amore giovane.

Aprire con delicatezza una finestra sulla quotidianità trasformandola in leggera e incontaminata poesia: lo fa l’esordiente Drake Doremus con Like Crazy, vincitore del Gran Premio della Giuria allo scorso Sundance Film Festival, che dimostra ancora una volta la capacità di portare alla luce piccole perle lucenti in un’epoca dove il gusto si confonde con lo scalpore.

Girato per intero con una Canon EOS 7D e nell’arco di sole 90 ore, il film racconta deliziosamente la vicenda di Jacob (Anton Yelchin) e Anna (Felicity Jones) due giovani studenti tenuti lontani dalle distanze geografiche e burocratiche.

Spontanei, fiduciosi, caparbi, finanche testardi – quale giovane non lo è, quale innamorato non si ostina ad esserlo? – oscillano, come le onde dell’oceano che li separa, come lo sguardo coinvolgente della mdp.

Razionalità e passione tirano la corda fino allo stremo. La prima spinge i due amanti a trovare rifugio in altre relazioni, per Jacob la bionda Sam (Jennifer Lawrence) e per Anna l’aitante Simon (Charlie Bewley); la seconda infonde loro il coraggio di ritrovarsi lottando a viso aperto con le difficoltà.

Su tutte la paura del dolore, inesprimibile se non attraverso quei minuscoli e ripetuti segnali – gli sms ignorati, le telefonate interrotte e ripensate pochi attimi dopo – testimoni di un’angoscia costante, talvolta crescente, che pur non impedisce ai sentimenti di stratificarsi riempiendo i loro scrigni privati di effimeri traguardi  e memorie indelebili.

Niente di universale in questo, se non l’Amore stesso.

Nessuna costruzione drammatica ad eccezione della realtà medesima – restituita dalla naturalezza dei bravissimi interpreti – che è il sogno in frantumi i cui pezzi sono ancora da plasmare o ricomporre. Senza testa, senza finale. Almeno, non come siamo soliti crederlo.

Un finale è una porta chiusa che nessun uomo può aprire. Finale è solo un sinonimo di addio, scrive Stephen King. E Drake Doremus opta per i punti di sospensione. Che forse fanno addirittura più male, ma sono tutto ciò che rimane: sono la Bellezza da conservare, l’eco di una musica dolcissima da cantilenare a labbra strette come un’atavica filastrocca. Indimenticata, indimenticabile, anche se fragile nella sua tenera e quasi anacronistica sincerità.

Francesca Fichera

 

3 pensieri su “Like Crazy (Drake Doremus, 2011)

    1. Purtroppo ignoriamo se e quando questo film verrà prodotto e distribuito in Italia – siamo più propensi all’idea del “non succederà mai” -.-”
      Insomma, la risposta è lo streaming. Almeno io, Fran, l’ho potuto guardare così. Sono riuscita a trovare una versione di ottima qualità video ma senza sottotitoli di sorta. Me la sono cavata a comprendere, nonostante il forte accento british della protagonista. Non saprei dirti il sito, non lo ricordo più, però qualcosa mi dice che una volta che esiste la versione online sarà già disponibile da qualche tempo quella da scaricare. “Googla” a più non posso, praticamente! :) L’unica difficoltà, ripeto, potrebbe essere l’assenza di sottotitoli, ma chissà, potresti essere più fortunato di me ;)
      – Frannie

      Mi piace

  1. Pingback: Hysteria

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