L'ultimo terrestre (Gipi, 2011)

di Fausto Vernazzani.

Se siete sempre stati colti da dubbi su come potrebbe essere rappresentata la versione coccodrillo di Calimero, Gipi, nome d’arte di Gian Alfonso Pacinotti, vi dà la risposta con il suo debutto da regista L’ultimo terrestre. Calimero era il brutto anatroccolo, si sentiva odiato da tutti. Il coccodrillo invece è orgoglioso, chiuso in sé, nessuno sa il coccodrillo come fa e il protagonista Luca Bertacci (Gabriele Spinelli) è proprio così: un coccodrillo che gira con la testa dentro un guscio per nascondersi e proteggersi dal mondo.

Bertacci non parla, è una persona aspra come il suono del suo nome, non ispira amicizia, è misogino a causa dell’abbandono di sua madre quand’era piccolo e dell’odio per le donne che il padre (magnifico Robert Herlitzka) gli ha trasmesso, ma è un habitué delle signore che si danno al mestiere. Lui è l’ultimo terrestre del titolo, ma perché? Perché è l’unico uomo rimasto in un pianeta di alieni, di persone che hanno perso di vista la concezione di bene e male, il motto di chi circonda Bertacci è “Ma non è successo niente!” anche di fronte agli eventi più scabrosi come un omicidio.

E gli alieni dove sono? Stanno per atterrare sulla Terra. Sono buoni, sono cattivi, come si fa a sapere che stanno per arrivare non si sa, ma è cosa ben nota a tutti che saranno lì presto o tardi e la gente dovrà affrontarli. La preoccupazione di ognuno sono solo gli alieni, non se stessi, ma in un certo senso questa presenza celeste porta diverse persone ad affrontarsi, ma non sempre con successo. È caso del triste padre di Luca che conviverà con una di loro, una coppia di personaggi chiave del film rispetto alla signorina Luini, dirimpettaia di Bertacci, che sembra solo un pretesto per inserire una donna da dare al protagonista, un fantastico Spinelli.

L'ultimo terrestre

Gli alieni compaiono raramente, sono un argomento lontano, qualcosa che ci tocca, ma che allo stesso tempo è lontana da noi. Proprio per questo non ci prepariamo ad affrontarla nonostante possa prima o poi venire a bussare alla nostra porta. L’ultimo terrestre è film tragicomico per certi versi, le scene di vita quotidiana tra l’aliena e il padre di Luca sanno di commedia: l’extraterrestre che arriva e comincia a comportarsi come una sorta di muta Nonna Papera, l’anziana prostituta esperta da cui va Bertacci (Ermanna Montanari) o la scena di ipnosi dell’addotto un tizio rapito dagli alieni sedici volte e stuprato da un Rettiliano.

C’è di che rendere L’ultimo terrestre piacevole sia in quanto commedia sia come dramma, senza mai eccedere, rimanendo sempre sotto le righe in questo racconto di una paura che nulla possa cambiare, che il mondo resti immutabile, le vite sempre blande e inutili divise tra lavori sottopagati e il nulla. Fatto sta che l’opera prima del regista Gipi perde l’opportunità di sviluppare un’idea eccellente, pur trattandosi comunque di un prodotto molto superiore alla media italiana, ma del cui cinema contemporaneo è chiaramente figlio. Notevole è comunque il livello delle interpretazioni dei già citati protagonisti, però la menzione speciale spetta a Luca Marinelli nella parte della migliore amica di Bertacci, Roberta, travestito costretto alla prostituzione.

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