Singles – L’amore è un gioco (Cameron Crowe, 1992)

I Singles degli anni Novanta, fra pochi alti e molti bassi – di Roberto Manuel Palo.

Singles è una commedia romantica ambientata a Seattle agli inizi degli anni Novanta.

La storia racconta di due coppie e una donna che cerca l’anima gemella tramite uno spot pubblicitario: la prima coppia è rappresentata da Linda Powell (Kyra Sedgwick), donna disillusa dall’amore a causa dei tanti fallimenti e Steve Dunn (Campbell Scott), amante sincero che, però, non trova la persona giusta.

La seconda coppia è rappresentata da Janet Livermore (Bridget Fonda), cameriera di un cafè che ama un musicista, Cliff Poncier (Matt Dillon), preoccupato più per la sua musica che per lei.

Grunge, amore e fantasia

Gli amanti del grunge troveranno di che gioire alla visione di questa pellicola, non solo per la colonna sonora che vanta artisti come Alice in Chains, Soundgarden, Pearl Jam, Pixies e tanti altri, ma anche perché molti di questi artisti hanno dei cammeo.

Divertente quello di Eddie Vedder che cerca di rincuorare Cliff quando, in una recensione, legge che vorrebbero internarlo in qualche altro Stato americano per non sentirlo più mentre gli strumentisti del gruppo sono formidabili. Eddie guarda Cliff e dice:”un complimento fatto a noi è come se fosse un complimento fatto a te”.

Sempre in un cammeo compaiono i Soundgarden in un piccolo locale e, grazie alla loro musica, Steve cerca il primissimo approccio con Janet con risultati decisamente scadenti. Cammeo pure per Tim Burton che si limita a dire, per lo spot alla ragazza che cerca il principe azzurro, “Facciamo venti dollari” e sparisce per sempre.

Il grande problema di Singles è che chi non conosce la scena grunge non troverà nulla di particolarmente interessante. Se un appassionato del grunge potrebbe avere vari orgasmi multipli nel riconoscere i volti di tanti personaggi dei loro gruppi preferiti, l’utenza “non grunge”, oltre a vedere gente che suona e canta e coppie che si avvicinano e si allontanano, non avrà nessuna emozione.

Ottimi attori per un “manifesto mancato”

Oltre alla colonna sonora, un altro punto a favore di Singles è il personaggio di Matt Dillon, Cliff. La stranezza e l’amore per la musica di Cliff sono rappresentati perfettamente e magistralmente da Matt Dillon che rende Cliff il personaggio più divertente e riuscito di tutta la commedia.

Le altre interpretazioni sono senza infamia e senza lode. C’è da segnalare l’apparizione di Paul Giamatti che, in un locale, bacia (o sarebbe meglio dire divora) la sua fidanzata.

Tra tanti bassi e pochissimi alti la storia giunge sino allo scontato finale dove si fa l’amore e si dice Salute agli starnuti. Una pellicola che, se sceneggiata meglio, avrebbe potuto essere il manifesto di una generazione.

See You Soon.

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