Cerberus: Il Guardiano dell'Inferno (John Terlesky, 2006)

di Roebrto Manuel Palo.

Cerberus,  pellicola di John Terlesky, è di una noia e di una bruttezza imbarazzante. Un horror per la televisione che non fa paura. Si tenta di fare delle battute qua e là, ma non fanno ridere. Anzi, fanno venir voglia di lapidare protagonisti, antagonisti, cerberi, serpenti e anche se stessi. Questo film non è nulla. E’ una serie di scene che si susseguono per giungere al finale.

Non è drammatico, non è commedia, non è horror, non è thriller, non è azione. E’ solo una cagata pazzesca. Attori con l’espressività di una persiana, dialoghi di una banalità disarmante del tipo: “Moriremo tutti” “Facciamoci una grattata”. Uniti ai dialoghi banali ci sono anche quelli incomprensibili.

Marcus Cutter (Greg Evigan) lavora per un sudcoreano amante dell’occulto. Da un museo di Bucarest ruba l’armatura di Attila, la quale contiene la chiave per arrivare alla spada di Marte. Spada che, secondo la leggenda, avrebbe dato l’invincibilità al re degli Unni. Durante la rapina, però, viene ucciso il massimo esperto in materia e, quindi, Cutter fa rapire il fratello (Brent Florence) della dottoressa Samantha Gaines (Emmanuelle Vaugier) perché tale studiosa è l’unica che può risolvere la faccenda.

Da tenere presente che questo fratellino scrocca ogni volta soldi alla sorella perché ha molti debiti di gioco. Intercettata dall’agente della CIA Jake Addams (Sebastian Spence), cercheranno insieme l’arma. Che però è difesa dal mitico Cerbero, un Pitbull con tre teste che ti verrebbe voglia di accarezzare anziché temere.

Questa non è l’unica perla del film. Gli effetti speciali sono i più ridicoli che abbia mai visto. Ad un tratto, mentre sono inseguiti dal Cerbero nella grotta, uno dei protagonisti decide di far guadagnare tempo agli altri e di far esplodere una carica di tritolo in faccia al povero cagnolino. Quando questa carica è esplosa, mi sono sganasciato dalle risate. Un botto di due secondi con delle fiammelle fatte con After Effects che si sono spente dopo un secondo e un po’ di polvere che è caduta dal soffitto.

Ridicolo. Tutti a etichettare questi poveri mostri come cattivi. Ma scusate, se uno non va a profanare la tomba dove è sita la spada, il cane se ne sta fermo e immobile nel suo bel nascondiglio a dormire. Allora chi è il cattivo? Il Cerbero che cerca solo di difendere ciò che è suo o chi lo deruba? Amici miei, vi assicuro che quel cagnolino con tre teste è la cosa più adorabile del mondo, l’unica cosa che non irritava in questa immane sconcezza. Per favore. Un po’ irritava il pupazzo che è stato scelto per rappresentarlo, però rimane adorabile. L’unico problema è che il suo compito nei confronti dello spettatore non era proprio di essere adorabile, ma sono dettagli.

See you soon!

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