PPZ - Pride and Prejudice and Zombies - CineFatti

PPZ – Pride and Prejudice and Zombies (Burr Steers, 2016)

PPZ, ovvero l’Inghilterra di Jane Austen assediata dagli zombie e le cattive maniere – di Fausto Vernazzani.

Nel mondo del cinema Seth Grahame-Smith è diventato una sorta di celebrità grazie all’enorme successo letterario del suo libro Orgoglio e Pregiudizio e Zombie. Un caso curioso poiché il libro ha davvero poco da dire e l’operazione appare come una catena da twitter, in cui si deve aggiungere la parola “pene” al titolo di un film per renderlo divertente. Noioso, scontato, privo di creatività, ma perfetto per un film. La versione cinematografica diretta da Burr Steers è una simpatica sorpresa nel campo dell’horror user friendlyUser friendly per due motivi: in primo luogo perché la storia è la medesima che possiamo leggere sulle pagine di Jane Austen, vista più volte sul grande schermo – in particolare con la trasposizione di Ang Lee con Keira Knightley protagonista -, dando così al plot una familiarità che aiuta lo spettatore a seguire le vicende senza troppo impegno. La seconda ragione sta nel tipo di violenza, PPZ – Pride and Prejudice and Zombies non è un film solo per gli amanti dell’horror, ma per tutta la famiglia affamata di cervelli.

Il Regno Unito è sotto assedio, il virus zombie ha costretto la popolazione a imparare le arti marziali cinesi e giapponesi, ad attrezzarsi alla guerra per sopravvivere all’invasione. Ma l’ora del tè non è mai cambiata, alle cinque in punto la cultura inglese continua a vivere come se nulla fosse, così i dialoghi di Jane Austen. Nel bel mezzo della lotta per salvare l’umanità dall’Apocalisse, Liz Bennett trova un degno avversario in Mr. Darcy, un Colonnello con cui condivide immediatamente una passione repressa.

orgoglio e il pregiudizio sono ancora i temi portanti del film di Burr Steers, davvero originale nella scelta della sua destinazione di pubblico, non allo stesso modo nella regia purtroppo, ma forte nella direzione degli attori. Lily James è Liz, abituata a vestire costumi d’epoca (Cenerentola, Downton Abbey), sfrontata, forte e femminile quanto basta per andar contro a Sam Riley/Mr. Darcy e il suo volto contrito e allo stesso tempo fragile. Non male Charles Dance/Mr. Bennett, Matt Smith/Collins e Lena Headey/Lady Catherine.

Fortuna vuole che PPZ sia sfuggito alla sceneggiatura di Grahame-Smith, il cui lavoro per Tim Burton in Dark Shadows e nell’altro adattamento di un suo romanzo, La leggenda del cacciatore di vampiri, è abbastanza scadente. Pride and Prejudice and Zombies – incomprensibile la mancanza di una traduzione – funziona proprio nella sceneggiatura, scritta dallo stesso Steers rispettosa del testo originale (Austen) e spigliata: gli zombie non sono solo incollati come nel libro, ma conferiscono un nuovo significato.

La protagonista non è più solo una donna forte, Liz Bennett è indipendente, alla pari del suo futuro partner Mr. Darcy, se non addirittura più completa. Così la vediamo in Pride and Prejudice and Zombies, rinforzata dai secoli di dibattiti posatisi sopra l’opera della Austen, diventando qualcosa in più di una semplice trasposizione divertente. Quel risultato è stato già ottenuto e Steers vuol centrare un altro bersaglio, dire qualche parola in più e intrattenere il pubblico con delle scene davvero simpatiche e ben pianificate.

Gli scambi amichevoli tra sorelle a suon di shaolin nel “dojo” personale dei Bennett giù nella cantina, la pittorica eliminazione degli zombie al ballo in onore di Mr. Bingley e le furiose notti alla katana di Mr. Darcy. Alla fine Pride and Prejudice and Zombies è quanto ci aspettavamo e anche di più, un film che non va certo oltre la sufficienza (peccato in regia Steers non sia particolarmente abile), ma non per questo non merita di essere visto e scoperto nei cinema. L’unico avviso: non cercate il classico film di zombie, non lo è.

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