Sci-Fi 2013-2014: La Fantascienza Della Prossima Stagione

di Fausto Vernazzani

Ieri abbiamo parlato del cinema di fantascienza dimenticato, e la stagione 2012/2013 è arrivata alla sua conclusione, tutti i film più attesi sono adesso usciti, solo Alfonso Cuarón manca all’appello, ma i primi di Ottobre ci daranno la risposta tanto attesa. Cosa resta dunque da aspettare ora che Guillermo Del Toro ci ha incantati con le botte da orbi tra Kaiju e Jaeger in Pacific Rim, dopo che Joseph Kosinski e Neill Blomkamp ci hanno delusi con Oblivion ed Elysium? L’estate è andata, di capolavori di genere ne abbiamo visti, alcuni anche più di una volta, ed ora è giunto il momento di guardare al futuro, per rispettare l’elemento primario del sci-fi, senza purtroppo poter mettere tra gli attesi della stagione Sci-Fi 2013-2014 l’adattamento dello Snow Crash di Neal Stephenson ad opera di Joe Cornish (Attack the Block), né il canadese Vincenzo Natali con Neuromante di William Gibson, cancellato, e tanto meno il Roboapocalypse di Steven Spielberg (dal romanzo di Daniel H. Wilson).

Senza creare una lista numerata, partiamo sin da subito con una delle opere più attese: Upstream Color di Shane Carruth. La mente brillante dietro una delle sceneggiature più complesse degli ultimi tempi, Primer, ha conquistato ancora il Sundance Film Festival, dove ebbe la sua premiere, raddoppiando gli applausi con la Berlinale ed un apprezzamento da parte della critica quasi universale. La complessità non ha abbandonato il nido e la sinossi che tutti lessero prima di vedere il film era la seguente: “Un uomo e una donna sono gettati insieme, legati nel ciclo di vita d’un organismo senza tempo. L’identità diventa un’illusione mentre combattono uniti per rimettere insieme i deboli frammenti delle loro vite devastate”. Le quattro stelle per Upstream son piovute come fosse un temporale, non possiamo che aspettare con ansia questo secondo film a quasi 10 anni dall’uscita del primo.

Più recente è invece la premiere mondiale alla Mostra di Venezia di Under the Skin, anche questo un tanto atteso ritorno dietro la macchina da presa, anche se dopo Birth (2004) non c’era poi così molta voglia di rivedere un film dell’inglese Jonathan Glazer, ma il modo in cui ha diviso pubblico e critica lascia intendere che ci sarà sicuramente un motivo per entrare in sala. Uno di questi è di sicuro Scarlett Johansson, più conturbante che mai in un’opera incentrata sulla sperimentazione visiva, in cui un alieno (la Johansson) inviato da una potente corporazione si nutre dell’energia e della vita di chi casca nella sua trappola sessuale. Tratto dal romanzo di successo di Michael Faber, è un must per il futuro di ogni fan del genere.

Stanis?aw Lem non amava la fantascienza Made in USA, l’unico vizio a cui cedeva era Philip K. Dick, ma per qualche motivo fu più contento della versione di Steven Soderbergh piuttosto che del Solaris di Andrej Tarkovskij. Si sa gli scrittori ci tengono che le loro opere siano riprese fedelmente, il più delle volte, e chissà cosa avrebbe detto di The Congress, prossimo film animato dell’israeliano Ari Folman (Valzer con Bashir), tratto dal suo Il congresso di futurologia. Il tema di base è molto attuale, se legato all’universo dei MMORPG (Massively Multiplayer Online Role-Playing Games) come World of Warcraft – un fantasy che sarà firmato da Duncan Jones -, tratta infatti della possibilità di copiare l’immagine delle persone attraverso uno scan, tra cui quella dell’attrice protagonista, Robin Wright, che in cambia di denaro e silenzio perenne, lascia i diritti del suo corpo e della sua immagine ai Miramount Studios, i quali dopo qualche anno svilupperanno un programma capace di dare a chiunque la chance di vivere sotto un altro aspetto in una realtà interamente virtuale.

Che Bong Joon-ho sia maledetto, dopo The Host e Memories of Murder si è affermato come uno dei registi di maggior successo nell’intero continente asiatico, sicuramente uno dei migliori in circolazione dal punto di vista dell’intrattenimento. Benjamin Legrand e Jacques Lob sono gli autori di Snowpiercer (graphic novel in tre atti disegnata da Alexis e Jean-Marc Rochette, apparentemente ancora inedita in Italia?), favola futuristica in cui un tentativo fallito di contrastare il riscaldamento globale sfocia in una nuova era glaciale che stermina l’umanità, fatta eccezione degli abitanti dello Snowpiercer. Un treno in moto perpetuo entro cui negli anni si crea una distinzione sociale tra chi si trova in testa e chi in coda: inutile dire che i secondi non ci stanno ed una rivolta sta per scatenarsi. Cast eccezionale, tra cui la celebrità coreana Song Kang-ho e Chris Evans, accompagnati da opere d’arte viventi come Tilda Swinton, John Hurt e Ed Harris.

Gavin Hood non ha un buon curriculum alle sue spalle, X-Men Origins: Wolverine fu un disastro, ma la fama e l’importanza della saga vincitrice di due Hugo dell’americano Orson Scott Card non può essere ignorata. Scrittore di colpo salito alla ribalta cinematografica, dopo tanti anni di battaglie per l’adattamento di un potenziale franchise per teenager come Il gioco di Ender. E’ la guerra contro gli Scorpioni (Buggers in originale), una potente razza aliena che ha colpito duramente la Terra, ora pronta a restituire il “favore” allenando le migliori menti giovani della Terra, tra cui Ender Wiggin, la futura speranza per guidare l’attacco contro gli alieni e decidere le sorti di tutti gli uomini. Harrison Ford e Ben Kingsley tra i principali protagonisti insieme ad Asa Butterfield (protagonista di Hugo), la speranza è di vedere qualcosa di almeno decente, divertente, poiché le speranze che si tratti di un ottimo film, sono ben poche. Meglio recuperare i romanzi che di sicuro saranno finalmente ripubblicati per l’occasione.

Di The Last Days on Mars parlammo anche  l’ultima volta che ci trovammo a fare un wrap up dei prossimi sci-fi in uscita, ci si aspettava una distribuzione più rapida per l’esordio al lungometraggio dell’irlandese Ruari Robinson (Blinky lo recensì la nostra Frannie tempo addietro), il cui viaggio nel circuito festivaliero è stato sorprendentemente calmo. Eppure la storia di un gruppo di astronauti che su Marte muore e rinasce in forma pseudo-zombie è una trama che mi comprerebbe immediatamente, subito lo andrei a vedere e sentirei il bisogno di parlarne, ma evidentemente così non è stato. Le acque tuttavia si smuovono e la presenza di un cast solido (Liev Schreiber, Olivia Williams, Elias Koteas, Romola Garai) potrebbe essere il motivo per cui da poco si è visto un trailer e, chissà, a breve potremmo finalmente capire cosa diamine succede su Marte senza aspettare che Curiosity abbia un compagno umano tra 17 anni, quando la NASA prevede di spedire qualcuno sul Pianeta Rosso. Altrimenti non ci resta che riguardare il semi-fallimento di De Palma, Mission to Mars o il mediocre Pianeta Rosso di Antony Hoffman.

Ricomincio da capo, ma anche Source Code, entrambi questi film hanno esplorato l’effetto scenico/narrativo del loop, ed ora Doug Liman, regista di tutto rispetto, ma con diverse cattive scelte alle sue spalle, punta il successo sulla megalomania di Tom Cruise (il sci-fi lo ha ricatturato, e non dispiace) e Edge of Tomorrow. Sceneggiatura prostituta, tante le volte che è stata riscritta, rimaneggiata o palpata solo per un momento di goduria personale, ma chi lo sa se la storia del Colonnello Bill Cage, in combattimento contro una razza aliena insieme all’agente Rita Vrataski (Emily Blunt, abbonata anche lei al genere con I guardiani del destino e Looper), costretto a rivivere lo stesso evento in loop, non sia di qualche interesse. E’ anche vero che è molto presto per giudicare, ben poco si è visto a parte le tute immense che gli attori si troveranno ad indossare, ma sappiamo che il caro vecchio e tappo Tom si diverte a dar sfoggio della sua bassa virilità.

Edge of Tomorrow

Se qualcuno me lo dovesse chiedere, direi che il successo di Christopher Nolan è dovuto solo a suo fratello Jonathan e al mago della cinepresa Wally Pfister. Ovviamente è un’idiozia, togli sceneggiatore e togli Direttore della Fotografia è logico che un regista si trova a piedi, ma è anche vero che Pfister con la trilogia de Il cavaliere oscuro ha lasciato il segno: un lavoro eccezionale, straordinario, tanto bello che un po’ dispiace sapere che abbandonerà la sua avventura tecnica per dirigere Transcendence. Johnny Depp e Rebecca Hall (oltre ad un Morgan Freeman che fa sempre figo avere nel cast) sono i protagonisti di un esperimento: Will/Depp è stato assassinato, ma la sua moglie e scienziata Evelyn/Rebecca carica il suo cervello su un computer, tentando in qualche modo di rendere il calcolatore più potente del cervello umano stesso. A scriverlo è stato un certo Jack Paglen, il cui futuro lavoro avrebbe dovuto essere Prometheus 2, ma peccato, stando alle ultime voci pare il suo secondo progetto sia già caduto.

TRanscendence
Wally Pfister e il cast sul set

Hugh Laurie ne sarà il villain, forse un fortunato ritorno al suo lato comico con cui iniziò la carriera insieme al celeberrimo (in Gran Bretagna) Stephen Fry, è Tomorrowland, il secondo film in live action diretto dal premio Oscar Brad Bird. Dalla Pixar a Mission Impossible ed ora ancora Disney, con la trasposizione di una famosa attrazione dei parchi Disney (Pirati dei Caraibi in tal senso, come avrete abilmente notato, fu un successo): in pellicola si traduce nella storia di un ragazzino, un curioso geniaccio dal talento eccezionale sul versante scientifico, deciso ad imbarcarsi in un avventura che porterà lui e i suoi compagni in un luogo che fino ad ora esisteva solo nella loro immaginazione collettiva, la Tomorrowland. Sembra uno spot per l’attrazione, ed in effetti lo è, la Disney ci tiene molto alla pubblicità ai suoi parchi, e Brad Bird c’è da dire che è un’ottima scelta.

Tomorrowland
1952, working title di Tomorrowland

Jupiter Jones/Mila Kunis nacque in una notte stellata i cui sogni annunciavano un grande destino per lei. Ora Jupiter sogna le stelle, ma lavora “pulendo toilette” (eufemismi) e passa un guaio dopo l’altro. Un giorno incontra Caine/Channing Tatum, un cacciatore geneticamente modificato il cui scopo è trovarla ed ucciderla, ma dopo aver compreso il destino di lei… non si sa come continua. Onestamente, nonostante adori Matrix e Cloud Atlas quasi allo stesso modo, il Jupiter Ascending dei fratelli Wachowski ha tutta l’aria di essere un orrendo misto tra Cenerentola e Biancaneve con un paio di idee esagerate incollate sopra. Ma sono solo dicerie su quale sia davvero il tema, e persino Cloud Atlas sembrava essere un film orrendo – e per molti lo è ancora in verità – ma si è rivelato poi una delle sorprese dell’anno, nonché tra i migliori sci-fi del 2012. Se questo non è un motivo sufficiente per dare fiducia ad Andy e Lana Wachowski, allora non so cosa possa esserlo.

Jupiter Ascending in Top Ten Sci-Fi
Channing Tatum OGM sul set

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