CineFatti dei miracoli

C’era una volta, esattamente nel 20 A.C. (Avanti CineFatti), un bambino che aveva paura di qualsiasi cosa, dai temporali al suono delle sirene dell’ambulanza. Questo bambino ero io e, ovviamente, avevo paura anche dei film dell’orrore. Avevo tutte le videocassette Disney originali e guardavo solo quelle. La prima videocassetta e, di conseguenza, il primo film della mia vita fu Gli Aristogatti.

Mai dimenticherò quando mio fratello voleva vedere insieme a mio zio La Chiesa di Michele Soavi e mi cacciarono via dalla stanza dicendomi che c’erano tanti mostri e io andai da mia mamma e le dissi: ”Mamma, Nicola mette i film dei motli!” con la mia vocina piangente che non sapeva ancora pronunciare bene alcune parole, con susseguente ramanzina della mamma che le parole, invece, le sapeva pronunciare benissimo.

Poi, tra il 17 e il 16 A.C., un giorno mi accorsi che le sirene delle ambulanze non mi facevano più paura, del resto avevo già undici anni, e ebbi la folgorazione che mi consentì di far parte di CineFatti. Mi dissi: ”Se passano le ambulanze e non mi tappo le orecchie, allora anche un film horror non mi farà niente”. Il senso logico? La mente di un undicenne supera di gran lunga la mente di David Lynch e decidete voi se si deve offendere Lynch o l’undicenne. Il primo film di genere horror lo andai a vedere al cinema, era il 1999, La Mummia di Stephen Sommers, mi spanzai dalle risate stando un’ora e mezza con le mani davanti agli occhi. E questo mi fece capire… tutto cominciò, prima in ordine cronologico – Il Gabinetto del Dottor Caligari, Frankenstein, Dracula, M, Psycho, La Maschera del Demonio, Profondo Rosso, Suspiria, Halloween, Alien, La Casa, Nightmare – e poi in ordine casuale. Solo horror per poi proseguire con “l’altro cinema”.

Da allora ne è passata di acqua sotto i ponti, a mia madre non dico più che ci sono i motli in televisione, ma le dico che sangue non se ne vede proprio nelle fiction che visiona sulla Rai, ho una lista su IMDB di film visionati nella mia vita che supera di gran lunga le duemila unità e non ha nessuna intenzione di restare senza aggiornamenti, ho avuto un mio blog personale dove scrivevo idiozie sui film che andavo a vedere al cinema e, poi, il non plus ultra, l’approdo a CineFatti, il blog che ha compiuto il miracolo.

Tre anni son passati da quando due loschi figuri, Francesca Fichera e Fausto Vernazzani, mi fermarono nella piazza dell’Università e mi chiesero: ”Ehi tu, quello che scrive idiozie sui film che vede sul blog The Importance of Being Palo, sì, sì, proprio tu, ti va di scrivere sul blog che apriremo a breve?”. La domanda nella mia mente fu subitanea, mi chiesi il perché due menti brillanti – come sempre avevo pensato ma mai avevo detto loro – avessero bisogno di un idiota, ma senza indugiare risposi subito sì. E non me ne sono mai pentito e ho risposto prima che se ne potessero pentire loro due.

Gli Aristogatti

Come dimenticare le settimane prima dell’apertura ufficiale in cui, febbrilmente, tramite una multi-conversazione su Facebook, passavamo ore e ore su come impostare CineFatti su Splinder, come abbellirlo, come chiamarlo come se fosse un nostro figliolo (e lo è); come ci siamo divertiti facendoci nello stesso tempo il mazzo, consentitemi l’espressione; come dimenticare la nostra felicità quando uscì il primo articolo ufficiale, Time di Kim Ki-Duk, recensione di Francesca; come dimenticare che subito dopo l’arte, uscì il mio articolo su un film horror che non consiglierei neanche al dittatore della Corea del Nord pieno di stupidaggini in serie. Perché CineFatti era così, ci si organizzava per alternare il serio, il faceto e il fattone, ci si divertiva con i primi trollaggi perché le cose che scriveva il fattone, ad un certo punto, non venivano più gradite, ma il fattone, con la sua elevata dose di ironia era sempre pronto a rispondere a tono e a rimetterli in riga.

Come dimenticare la prima tragedia “familiare” degna di una commedia romantica giunta al quarantesimo minuto, subito risolta perché le commedie romantiche, a volte, hanno il lieto fine anche nella realtà. Come dimenticare i primi casting con l’entrata in gioco di Francesca ed Elio e come dimenticare i secondi con l’entrata di Nicola e Alessia, gli abbandoni, il trasferimento a wordpress fino al grande salto nell’avere un dominio tutto nostro. Tutto è indelebile nella mia mente. Tutto questo è CineFatti.

E io? CineFatti su di me è stato miracoloso. Provate a fare un confronto tra i miei primi articoli e gli articoli di adesso, tre anni mi hanno trasformato da un autentico cretino a un pseudo serio scrittore di recensioni che vogliono dire qualcosa di sensato inserendo qua e là un po’ di umorismo perché proprio non ne posso fare a meno. Addirittura ho imparato a fare i focus, io, che fino a poco tempo fa pensavo che un focus era qualche pozione magica usata in qualche saga fantasy di successo. Ho addirittura scritto una Tesi di Laurea grazie a CineFatti che mi ha insegnato a scrivere. CineFatti ora ha un posto fisso nel mio cuore e lo avrà per tutta la vita insieme a tutte le persone che ci lavorano e si impegnano a renderlo sempre più interessante e fruibile. Su CineFatti c’è l’amore per il Cinema, il confronto civile, non è un covo di scrittori, ma un covo di persone che cercano di estendere la propria passione anche agli altri grazie a recensioni, focus, divertenti e curiose classifiche. CineFatti è un mondo, un piccolo mondo con tanto buon vino. Dai, però, su CineFatti ci sono anche scrittori, e che scrittori!

E allora buon compleanno a CineFatti, buon compleanno a me, buon compleanno a Fausto, buon compleanno a Francesca, buon compleanno ad Alessia, buon compleanno a tutti voi che ci seguite giorno per giorno, buon compleanno a chi fa critiche costruttive e permette il dibattito, buon compleanno ai troll, buon compleanno allo spam del nostro sito, buon compleanno ai pettegolezzi, buon compleanno a chi ci chiede ogni giorno di fare lo scambio pagina – ai rifiutati e agli accettati -, buon compleanno a chi ci fornisce interessanti news, buon compleanno a chi ci vuole male, buon compleanno a determinate sigle politiche i cui componenti si comportano da degni politici (questa è per pochissimi), buon compleanno a chi ci vuole bene, buon compleanno a chi lancia le pietre e va mangiare la pizza coi lapidati, buon compleanno al gruppo di sopravvissuti che lotta contro una Istituzione di morti viventi, e cento di questi anni. Perché noi fra cent’anni ci saremo ancora per dire che CineFatti è l’unico blog capace di fermare le guerre e di far sparire la fame nel mondo. Ecco! Evviva CineFatti.

See You Soon,

Roberto Manuel Palo

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