The Eye (Danny e Oxide Pang, 2002)

The Eye è un interessante horror diretto da Danny Pang e Oxide Pang nel 2002 e parla di Mun, una violinista vent’enne cieca sin da bambina (Angelica Lee) che decide di farsi un trapianto di cornea per ritornare a vedere. Ma chi è che ha donato gli occhi? Appena Mun si abitua ai suoi nuovi occhi, inizia ad avere delle visioni spaventose di fantasmi ed è decisa a scoprire di più sul suo donatore. Quello che scoprirà non sarà affatto piacevole.

The Eye è uno di quei classici film che cade rovinosamente nella sua parte centrale per poi darsi l’estrema unzione nel finale. Nella prima parte i due registi hongkonghesi ci regalano dei momenti di alta scuola horror con alcune scene che difficilmente riusciremo a dimenticare con ragazzini che cercano la pagella e si buttano dalla finestra e fantasmi che leccano la carne in un fast food, l’atmosfera è perennemente opprimente, la fotografia è fredda e si ha sempre la sensazione che lo spavento è vicino perché Mun non si rende conto ancora che quelle immagini sono frutto della sua immaginazione.

Nella seconda parte di The Eye, quando Mun scopre che qualcosa non va, il film vira improvvisamente ed esclusivamente sulla scoperta delle origini e della vita del suo donatore e il film abbassa notevolmente la tensione e le atmosfere inquietanti a favore di una ricerca giornalistica tipica di un Ringu. Il tutto diviene meno avvincente, ma continua a mantenere un pregio: lo stereotipo dei capelli lunghi davanti agli occhi è assente fino alla fine. Nel finale i due registi vengono posseduti da Michael Bay e decidono che è il momento delle esplosioni spettacolari e il film termina come peggio non potrebbe.

Gli effetti speciali di The Eye sono di ottima fattura, ma bisogna bocciare le interpretazioni degli attori, molto approssimative, escludendo la fantastica prova della protagonista Angelica Lee. Ciò probabilmente è dovuto al fatto che alcuni personaggi sono lasciati a loro stessi, senza che si giustificasse né la loro presenza, né la loro utilità come, ad esempio, la donna nel ristorante che racconta a Mun della scomparsa della famiglia del ristoratore.

The Eye fu reso celebre dalla scena dell’ascensore, una scena di forte impatto che ha dato conferma degli ottimi effetti speciali della pellicola. Una scena che non si dimentica facilmente anche perché, da allora, scene del genere furono introdotte almeno nel 50% della produzione horror orientale riguardante le ghost story.

In conclusione The Eye è un buon prodotto per passare un’oretta e mezza senza annoiarsi. Il suo principale difetto è nei contenuti (specie, come detto, dalla mezz’ora in poi), un vero peccato vista l’ottima confezione e a un’innegabile bravura dei due fratelli in sede di regia. Il film ha regalato due seguiti, The Eye 2 del 2004 e The Eye: Infinity del 2005 – quest’ultimo, più che un seguito, è un’autoparodia, recensita anch’essa qui su CineFatti – senza però raggiungere i livelli del predecessore. Non poteva mancare, ovviamente, il remake americano del 2008 The Eye di David Moreau e Savier Palud. Il ruolo della protagonista fu dato a Jessica Alba. Non c’è bisogno di dire altro.

See You Soon,

Roberto Manuel Palo

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3 pensieri su “The Eye (Danny e Oxide Pang, 2002)

    1. E’ un film che merita, per carità, anche se a me i film horror che incentrano quasi trequarti di film su “inchieste giornalistiche” non piacciono tanto. Però, Imho, l’esplosione finale è decisamente pacchiana e bayana:D

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