VIEW2012: I protagonisti della VIEW Conference torinese, Parte I

La VIEW Conference ha avuto inizio. Oggi gli occhi sono su di loro e su tutto ciò che riguarda i mondi che si possono creare grazie ad i computer, ma soprattutto con l’aiuto delle grandi menti che vi si siedono davanti, senza le quali nulla di tutto quello che vediamo nelle sale sarebbe mai possibile. Già sul sito potrete trovare delle brevi schede che vi aiuteranno a capire chi sono gli illustri ospiti che faranno brillare l’evento torinese, ma ci è sembrato giusto, come fu nostra intenzione quando decidemmo di aprire CineFatti, di spendere anche noi qualche parola su quegli artisti della tecnica che presenteranno i vari lungometraggi della rassegna. Vari saranno i campi che verranno toccati, dai videogiochi agli spot pubblicitari, dal cinema al cinema “piccolo” dei cortometraggi. Questa è la nostra prima tornata di esperti che molti fortunati vedranno e sentiranno a Torino dal 16 al 19 Ottobre.

Paul Franklin presenterà The Dark Knight Rises, non un film che può passare inosservato, per molti versi grazie anche al lavoro del VFX Supervisor della Double Negative, società nata nel 1998 e divenuta sempre più importante proprio con il regista Christopher Nolan. La credibilità è la vera firma e grande capacità di Franklin, tant’è vero che tra i titoli più recenti, oltre alla saga di Batman che gli valse diverse nomination ai BAFTA ed agli Oscar, c’è anche il quarto capitolo della serie di Bourne, The Bourne Legacy, ma questo non significa che lo spettacolo non sia nelle sue corde. Non a caso ha lavorato per Harry Potter, L’apprendista Stregone e Prince of Persia, non dimenticando anche la fantascienza con il recente Total Recall (i cui effetti son l’unica cosa buona) e la commedia Paul. La vera fama l’ha però avuta sul palco del Kodak Theatre quando Robert Downey Jr. e Jude Law, per il cui Sherlock Holmes ha curato gli effetti, gli consegnarono l’Oscar per gli splendidi effetti di Inception, onore diviso insieme a Chris Corbould, Andrew Lockley e Peter Bebb.
La nostra recensione di The Dark Knight Rises.

Quando cresci metaforicamente con un poster di Ben Burtt sopra il tuo letto, sai che sei un grandissimo appassionato di sound editing e designing, del resto si parla di qualcuno che ha creato i migliaia di suoni per gli Star Wars originali. Così è stato per Gary Rydstrom, il cui sogno di lavorare insieme a Burtt si realizzò quando fu preso tra le fila della Skywalker Sound (all’epoca ancora Sprocket Systems). Un gioco del destino o forse la naturale evoluzione delle cose, e dopo aver lavorato con chi definì le Guerre Stellari, Rydstrom finì a occupare il posto di sound designer per Balle Spaziali. Vincitore della bellezza di 7 Oscar sia come editor che come designer per Titanic, Terminator 2, Salvate il Soldato Ryan e, non poteva essere altrimenti, Jurassic Park. Le nomination non sono però mai mancate, giunte anche di recente con War Horse, e persino una come Miglior Cortometraggio d’Animazione, Lifted, uno dei tanti piccoli prodotti spettacolari della Pixar. E’ allo Studios d’animazione che è infatti legato dalla sua “nascita” come sound designer, tant’è che alla VIEW Conference porterà con sé la loro ultima fatica, Brave, insieme ad una prima nazionale d’alto rilievo, prima collaborazione viva tra la Pixar e la Disney: Ralph Spaccatutto.
La nostra recensione di Brave.

Cloud Atlas è tra i film più attesi che saranno presentati alla VIEW Conference, del resto non è da poco il ritorno dei fratelli Wachowski insieme a Tom Tykwer. A fare da portabandiera della produzione vi sarà Dan Glass, seniorvisual effects supervisor ad oggi per The Master, The Tree of Life l’epopea fantascientifica tratta dal pluri-premiato romanzo di David Mitchell. Un curriculum che vanta diversi premi nei migliori Festival per un uomo che iniziò la sua carriera dal basso come semplice runner e un po’ alla volta insinuatosi nel reparto del CGI. Un’artista della tecnologia che dimostra la costante esistenza di un rapporto privilegiato tra i registi e il loro creatori di effetti visivi e speciali, una relazione stretta come quella che può esserci tra Direttore della Fotografia e Regista, un po’ come dimostra lo stesso Franklin insieme a Nolan. Glass è da anni ed anni, dai tempi di Matrix Reloaded, che lavora con i Wachowski e tutte le loro produzioni (V per Vendetta, Ninja Assassin) per cui si è sempre occupato di supervisionare l’immensa mole di lavoro d’effetti che i due fratelli han sempre amato e innovato, tanto con Matrix quanto con Speed Racer.
Per saperne di più su Cloud Atlas.

Tristan Oliver non è un Direttore della Fotografia ordinario, la sua filmografia è costellata di stelle del cinema d’animazione. Un illuminatore di pupazzi, paziente collaboratore di molti registi che han dedicato la loro vita alla stop motion come Nick Park e l’intero team dell’inglese Aardman Studios, vincitore di Oscar come con Wallace & Gromit e la Maledizione del Coniglio Mannaro. La sua ultima fatica è rappresentata dal secondo lungometraggio dell’americana LAIKA, ParaNorman, diretto da Chris Butler e Sam Fell. Un film che molto deve alle luci di Oliver, sempre presenti per consegnare al set la giusta tonalità, un elemento che se sbagliato avrebbe potuto portare l’intera pellicola in una direzione completamente opposta a ciò che è invece adesso: un film per bambini coraggiosi e famiglie con tanta voglia di vedere qualcosa di diverso dal solito. Negli ultimi anni è salito dunque sulla cresta dell’onda, tanto con quest’ultimo film che i fortunati spettatori della VIEW Conference vedranno a Torino, quanto il passato Fantastic Mr. Fox del bizzarro Wes Anderson. Di Oliver si sentirà ancora parlare e noi, speriamo, di poterlo sentire parlare quante più volte è possibile.
La nostra recensione di ParaNorman.

Un tempo si parlava di Matte Painting come vera e propria pittura di sfondi quando costruire una scenografia era fin troppo costoso – o ambizioso – e si ricorreva dunque a questo dipartimento di creativi dediti alla costruzione di background credibili. Adesso il termine giusto è riassunto in DMP, Digital Matte Painting, la cui differenza dal precedente è facilmente intuibile: il Digitale sta prendendo il sopravvento. Da soli due anni Marco Genovesi è alla testa del dipartimento di DMP & Environment Department alla MPC (Moving Picture Company), per la quale ha realizzato ambienti per film come The Wolfman, Total Recall, X-Men: L’inizio, Dark Shadows e Prometheus. Il più grande film di fantascienza dell’anno – se non per qualità, qualora non si fosse d’accordo, lo è di sicuro per dimensioni del progetto – firmato da Ridley Scott, può essere visto come un enorme allestimento in cui tutte le opere di Genovesi sono affisse in gran quantità. Sue sono le vedute spaziali del Pianeta LV-223 ed anche quelle sulla sua superficie, tanto quanto una favolosa sequenza in cui una certa astronave si schianta sul suolo da cui era decollata.
La nostra recensione di Prometheus.

Il sito: http://viewconference.it/
Twitter: https://twitter.com/viewconference
FaceBook: https://www.facebook.com/pages/VIEW-Conference/54460160928

Fausto Vernazzani

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