L'ultimo treno della notte (Aldo Lado, 1975)

di Roberto Manuel Palo.

Esistono due schieramenti in lotta tra loro da prima degli albori di Internet: chi dice che L’ultima casa a sinistra di Wes Craven è preferibile a L’ultimo treno della notte di Aldo Lado e chi dice il contrario. I due film sono dello stesso genere, ‘rape and revenge‘, ed hanno molte similitudini tra loro. Wes Craven ha avuto l’idea tre anni prima; Lado l’ha avuta quando ormai il genere era molto diffuso. C’è da dire che anche Craven non ebbe un’idea originale, ma prese spunto da un racconto popolare svedese che ispirò anche Bergman per la sua Fontana della vergine.

Due ragazze, Lisa (Laura D’Angelo) e la cugina Margareth (Irene Miracle) decidono di partire dalla Germania per trascorrere le vacanze a casa dei parenti in Italia. Per una causa fortuita, le due ragazze sono costrette, in piena notte, a cambiare il treno, ma due delinquenti e una ninfomane perversa renderanno il loro viaggio nel nuovo treno un incubo.

Le similitudini con il film di Craven sono palesi ed è fuor di dubbio che il regista italiano era a conoscenza del film americano anche se se ne discosta in parte: (SPOILER) due ragazze vengono ammazzate, vendetta dei familiari quando ospitano accidentalmente gli assassini a casa propria. (FINE SPOILER). Sono i temi principali anche del film di Craven. Forse la pellicola americana è più d’impatto, ma questo è dovuto anche alla migliore recitazione. Ciò non significa che il film di Aldo Lado è un brutto film o, peggio, un plagio. Lado dirige un’ottima pellicola e mantiene ritmo e pathos nelle scene fondamentali. A tratti è noioso, ma anche il film di Craven lo era, cosa imposta dalla tendenza ad esplodere nella seconda metà della visione, presentando numerosi punti morti durante la prima parte.

Devo ammettere che non è un film che consiglierei ad un non appassionato di cinema, sono sicuro che verrei castrato seduta stante per punizione. Diversa la questione per un amante del sotto-genere ‘rape and revenge’ o un appassionato di cinema in generale che DEVE vedere questa pellicola anche solo per cultura personale. Purtroppo, come già ho accennato, la recitazione non è del tutto efficace. Tutte le azioni dei vari personaggi, vittime e carnefici, sono molto forzate. Questo non porta lo spettatore ad immedesimarsi appieno nella vicenda narrata anche se la sapiente regia di Lado riesce a tenere alta l’attenzione nei momenti clou. Da segnalare, tra le altre, la strabiliante prova di Enrico Maria Salerno, che interpreta il professor Giulio Stradi, il padre di Laura.

A venire in aiuto di una recitazione non molto riuscita, arrivano la fotografia di Gabor Pogany e la colonna sonora di Ennio Morricone che, per pochi secondi, ripropone anche una melodia che utilizzò per il film di Dario Argento Quattro mosche di velluto grigio, di quattro anni prima. Come è tipico nei film ‘rape and revenge’, l’uso del sangue è tutto riversato nella seconda metà di pellicola e anche Lado ne distribuisce abbastanza. Le scene d’impatto, però, sono poche e nessuna di queste ti lascia un senso di marcio e di disgusto più di mille altre che si è visto in tanti altri film anche migliori. Questo significa che non ci sono scene particolarmente meritevoli di essere ricordate.

Mi ripeto, non è un brutto film, ma mi sarei aspettato un po’ di più. Forse il fatto che non mi abbia entusiasmato neanche la pellicola di Craven ha gravato molto sul mio giudizio visto che, all’atto della visione, non mi aspettavo così tante similitudini con il film americano. Sembra quasi il remake italiano ambientato in due treni. Lado negò, ai tempi, di conoscere il film di Craven. Ma, per me, è come se  Woody Allen, dopo Midnight in Paris, negasse di aver visto Non ci resta che piangere.

See You Soon.

15 pensieri su “L'ultimo treno della notte (Aldo Lado, 1975)

  1. Un classico film di genere all’italiana con i pregi e i difetti.Mi è piaciuto molto il fatto che non sono solo i due delinquenti classico esempio del sottoproletariato più zuzzurellone,ad avere comportamenti violenti nei confronti delle due povere ragazze,ma anche la sciuraborghese e il fetentissimo personaggio di Fabrizi.
    A me è piaciuto,godibile

    il film di Bergman è meglio sia di questo che quello di craven

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    1. Eh, beh, Bergman è Bergman, non lo metto proprio a paragone nè con Lado nè con Craven:D. Son d’accordo con quello che tu hai detto su chi fa violenza sulle due ragazze. Il film, l’ho detto più volte durante la recensione, è godibile e di buona fattura considerando i pregi e i difetti del genere in questione, però mi sarei aspettato qualcosa di più e, soprattutto, come dire, di meno meccanico dal punto di vista delle azioni svolte:D

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  2. io sono tra quelli che preferisce il film di Lado a quello di Craven.
    trovo che il film italiano abbia più marciume, più ritmo e più crudeltà. anche il non riuscire ad immedesimarsi con nessuno dei personaggi la trovo una cosa ottima, poiché dimostra come ognuno (dai tossici alla borghese, dal signore distinto al dottore) nasconda dentro di se una belva feroce.
    secondo me è un film consigliabile a tutti, è invecchiato parecchio bene e la qualità tecnica della pellicola è nettamente maggiore al predecessore americano.

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  3. Eh, beh, Bergman è Bergman, non lo metto proprio a paragone nè con Lado nè con Craven:D. Son d’accordo con quello che tu hai detto su chi fa violenza sulle due ragazze. Il film, l’ho detto più volte durante la recensione, è godibile e di buona fattura considerando i pregi e i difetti del genere in questione, però mi sarei aspettato qualcosa di più e, soprattutto, come dire, di meno meccanico dal punto di vista delle azioni svolte:D

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  4. Purtroppo io sono del parere che sul consigliabile a tutti bisognerebbe discutere e parecchio seriamente. Diciamoci la verità, non è per tutti i palati “non critici”. Invece, sul fatto che hai detto sull’immedesimazione mi hai fatto pensare molto. Non avevo considerato una simile spiegazione positiva, lo ammetto. Come ammetto che potresti avere seriamente ragione. Ci vorrei pensare su e ragionare su questa considerazione che mi sembra molto interessante, anche se, in qualunque caso, non è proprio positivo che manchi la partecipazione alle scene o alle azioni dei personaggi perchè, come ho scritto, non ti rimangono scene da ricordare e, se ce ne sono, le hai già viste in qualche film precedente. Però, davvero, mi hai fatto pensare. Grazie:D

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  5. lo stupro con la bottiglia,la vigliaccheria sadica e depravata del personaggio di Fabrizi,Enrico Maria Salerno che uccide uno dei due con l’attaccapanni che ha nel suo studio o una cosa simile con una rabbia scomposta e reale,lo stesso omicidio di Bucci è così sporcato nella “realtà”,anzi è proprio questo non cercare il monologo figo detto dal personaggio matto e sopra le righe che fa il macellaio in un supermer..ehm,quello è in the market ,ok!|
    Ma sai che sto film per me non ha una scena da ricordare perchè è proprio lui nella sua interezza che te devi ricordà!^_^
    Poi Lado ha fatto delle grandissime cazzate,come no!L’umanoide ad esempio.
    Però questo film lo consiglio,come vi consiglio-aridajie è la seconda volta- La notte dei diavoli di Giorgio Ferroni,tratto da un racconto di Arkadji Tolstoij.Una storia di vampiri e follia davvero suggestiva.

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    1. Mi è piaciuto il fatto che non c’è una scena da ricordare perchè te lo devi ricordare tutto:D. “La notte dei diavoli” lo recupererò senz’altro, mi sembri molto convinto del tuo consiglio:D.

      P.S. gravatar.com. Appena l’ho letto, ti ho stimato con tutto me stesso essendo tifoso del Napoli. Poi può darsi che non c’azzecca niente con Grava e Raffaele Auriemma, ma ti stimo lo stesso involontariamente:D

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  6. Non so scegliere fra i due, ma che lasci il segno è fuori dubbio, specialmente per via del suo sottotesto, più che per le scene in sé, anche se quella del depravato vigliacco mi è rimasta impressa. Fa rabbia, dà “fastidio”. Gran film.

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  7. Sì, sul sottotesto sono d’accordo e anche sul fatto che dia “fastidio”, ma sull’ultimo punto devo dibattere che è proprio l’obiettivo del genere Rape and revenge quello di fare rabbia e di dare “fastidio”:D

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  8. Avvertici quando farai la recensione. Oltre a concordare su quello che hai detto (E, in recensione, ho cercato di dire che non è il caso del film di Lado) sono proprio curioso di vedere che pellicola hai scelto e, soprattutto, se rientra nel “prevedibile da annoiare”:D.

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