Tremors (Don Underwood, 1990)

di Roberto Manuel Palo.

Due geni chiamati Steven S. WilsonBrent Maddock ebbero l’idea, un giorno, di scrivere una storia così divertente e multi-genere, da far diventare questo racconto una specie di droga da cui non si può prescindere. Fu chiamato Don Underwood a tradurre in immagini questa sceneggiatura e, nel 1990, nacque Tremors, un miscuglio di horror, fantascienza, western, commedia e le innumerevoli parolacce che tanto di moda andavano negli anni Ottanta.

I protagonisti sono Valentine McKee (Kevin Bacon) e Earl Bassett (Fred Ward) che girovagano per il deserto del Nevada alla ricerca di qualche lavoro redditizio. Durante la ricerca incontrano Rhonda LeBeck (Finn Carter) che sta studiando sismologia ed ha scoperto che in quelle zone i sismografi si comportano stranamente, registrando scosse telluriche forti e costanti. I nostri capiranno presto che queste scosse sono provocate da enormi vermoni attratti dalle vibrazioni e dai rumori e pronti a fare un boccone di tutti gli umani presenti in zona. Con l’aiuto di alcuni personaggi secondari, tra cui il celebre guerrafondaio Burt Gummer (Michael Gross che iniziò le riprese subito dopo aver girato l’ultima puntata di Casa Keaton), personaggio talmente gradito che è stato inserito negli altri tre seguiti e nella serie TV del 2003.

La pellicola non riscosse un grande successo al cinema quando uscì il 19 Gennaio 1990, raggranellando solo 17 milioni di dollari. La svolta decisiva è stata la distribuzione in VHS che ha triplicato questi guadagni. Ed è presto spiegato: mette d’accordo tutti, cinefili, genitori e figli che, grazie ad una storia lineare, senza sottotrame e molto semplice da capire, si immergono completamente nella storia trascorrendo 96 minuti spegnendo il cervello e liberandosi dallo stress della giornata appena trascorsa. Scivoleranno in secondo piano fotografia, regia, recitazione, campo-controcampo, steadycam: cosa sono? Contano solo i vermoni e la storia che gli è stata costruita attorno priva di alcun momento morto in quanto, nelle scene prive di azione, i due geniali sceneggiatori costruiscono dei dialoghi e delle battute divertenti che, talvolta, suscitano anche una risata sincera a bocca spalancata.

Anche se parlare del reparto tecnico è inutile per questo film, va detto che è una pellicola a bassissimo budget e quindi Underwood si è dovuto adeguare, ma si può notare che con la macchina da presa ci sa fare, l’uso della steadycam quando i vermoni attaccano non fa venire il mal di testa come spesso accade nei low-budget e sa come girare una scena d’azione. Bravissimi Bacon, Ward e, come già detto, l’ indimenticabile Gross. I vermoni sono ben fatti e, in alcune scene, ricordano, nei movimenti, lo squalo spielberghiano e ci si aspetta solo lo zan-zan-zan celebre della colonna sonora del film. Nonostante sia un omaggio dei monster-movie degli anni ’50, i mostri sono simili in forme, caratteristiche e ambiente di azione ai vermoni del lynchiano Dune, girato nel 1984.

Tremors è consigliato a tutti gli adulti che vorrebbero iniziare i loro figli, i loro fratellini o le loro sorelline al genere horror senza fargli subire particolari traumi. Le uccisioni dei vermoni sono poco sanguinolente e truci. Ovviamente attenzione alle parolacce o passerete ogni minuto a dire ai vostri figli: “Questo non si dice!“. Ma ne vale la pena, è un film che ti fa tornare ragazzo, quando non pensavi al lato tecnico di una pellicola, ma solo ed esclusivamente alla percentuale d’intrattenimento che questa ti regalava. E quindi ringraziamo il Cinema che ci ha regalato Kubrick, Bergman, Hitchcock, Cronenberg, Antonioni, Kieslowski, Ejzenstejn, Griffith, Kim Ki-duk e il resto dei grandi registi d’autore…e poi Tremors e gli altri film spegnicervello: grazie, Cinema!

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2 pensieri su “Tremors (Don Underwood, 1990)

    1. Divertimento allo stato puro. Come ho scritto, si dimentica quasi completamente di far caso alla parte tecnica perché il film ti cattura e non riesci più a liberarti e alla fine, in alcuni, potrebbe partire un applauso sincero.

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