Il marito perfetto

Il marito perfetto (Lucas Pavetto, 2011)

di Roberto Manuel Palo.

[La recensione contiene alcuni spoiler. Chi non ha visto ancora il mediometraggio, prima di leggere, lo guardi nel link che posterò a fine recensione. Poi legga pure!]

Amici e amiche di CineFatti, Roberto ha trovato Lucas Pavetto, l’uomo che potrà far risorgere l’horror italiano.

Una coppia che ha subito un trauma va a fare una vacanza in una casa di campagna per poter dimenticare e ricominciare a vivere. Decidono di trascorrere il weekend nella casa dello zio dell’uomo, weekend d’amore che si trasformerà presto in qualcos’altro di molto più pericoloso.

Una trama semplicissima, quasi elementare sviluppata dallo stesso Pavetto in fase di sceneggiatura e il risultato è esemplare. Pavetto vuole andare subito al punto e, dopo un po’ di convenevoli da piccioncini per farci avvicinare ai personaggi e spiegarci la situazione, decide che è l’ora di risolvere la faccenda. La fase-convenevoli non dura a lungo e la tensione e quella sensazione che sta per succedere qualcosa è sempre alta e ti tiene incollato alla sedia. Questo è dovuto ad una certa inquietudine che regala la casa e i suoi confini, ma anche ai movimenti e agli atteggiamenti dei due attori veramente bravissimi. Infatti, quando vediamo questa casa, inquietante, isolata nei boschi, pensiamo che sia la casa ad essere maledetta e che possiederà Nicola facendolo impazzire – per poi spiazzarci col colpo di scena.

Damiano Verrocchi (Nicola) e Crisula Stafida (Viola) danno vita ad un’interpretazione coi fiocchi. I movimenti, le espressioni, la paura, la rabbia, la pazzia viene mostrato in maniera praticamente perfetta e realistica, come se stessero vivendo realmente ciò che stanno recitando.

La regia di Lucas è ottima, ma bisogna fare un paio di appunti che non minano assolutamente la qualità del corto perché sono sparsi in punti lontani fra loro: il primo è che, a metà corto, c’è un improvviso e inspiegabile traballamento della telecamera che poi ritorna ferma quando l’inquadratura si sposta di nuovo nella camera da letto dove Viola è ammanettata; il secondo è lo sviluppo della morte del carabiniere. Pavetto osa fare cose che non sono del tutto scontate. Il poliziotto poteva tranquillamente andarsene, ma lo spettatore pensa: “Dai! Se glielo fa fare, se Nicola pianta l’ascia sulla testa di questo, il regista è davvero un genio!”. Ed è proprio ciò che accade, tra gli “YEEEEEEAH!” generali di chi guarda. Ma ci sono due imperfezioni: la prima è che Lucas ha tirato la scena troppo per le lunghe; la seconda riguarda uno sbaglio nel  montare la scena del momento in cui Nicola colpisce. Con uno bravo nel make-up come Tommaso Luzi lo spettatore avrebbe preferito vedere la scena integrale più che vedere Nicola che carica il colpo e poi vedere l’ascia conficcata nella testa del poliziotto e BASTA.

Tommaso Luzi è l’addetto al make-up e agli effetti speciali della pellicola ed è stato ME-RA-VI-GLIO-SO. Luzi decide di non usare il computer, di fare effetti speciali artigianali vecchio stampo. Da ricordare senz’altro la scena delle dita tagliate oppure l’intera sequenza nella camera da letto. Cioè, le parole non bastano, dovete vedere con i vostri occhi quanto è realistico ogni effetto e come questo innalza di parecchi punti il valore della pellicola.

Questo magnifico mediometraggio potrete guardarlo andando a questo link!

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See You Soon.

 

16 pensieri su “Il marito perfetto (Lucas Pavetto, 2011)

  1. Uh, addirittura? Non sono affatto ferrato quando si tratta di horror, men che meno quando si tratta di horror italiano. Tuttavia la recensione incuriosisce alquanto, e non ho neanche finito di leggerla considerando l’avvertimento iniziale. Vediamo un po’ se lo recupero…
    Comunque, a proposito di horror italiani, mi dici che ne pensi de “L’Erede”, se lo hai visto? Tempo fa ne feci una recensione, decisamente non positiva.

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  2. Insomma, ti è piaciuto davvero ?. Speriamo che possa realmente essere un primo segnale di rinascita, io già avevo sperato all’epoca d ‘ Infascelli, che si è poi perso per strada.. Dai, che possa essere un buon pirmo passo.

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