Blow the Man Down - CineFatti

Soffia forte, Blow the Man Down!

Il passato presto o tardi riemerge dal mare

È probabile in una delle mie precedenti vite io sia stato un marinaio ucciso da un calamaro gigante, perché del mare non avevo una gran fiducia – qualcosa è cambiato! – ma mettimi un cd di canti marinareschi e allora sto nel mio. Difatti mentre scrivo di Blow the Man Down ho messo in sottofondo l’album Son of Rogues Gallery. Ascoltate Tom Waits cantare Shenandoah e ditemi se non vi sale la voglia di bere whisky davanti all’oceano.

Sto divagando, ma fino a un certo punto: le esordienti Bridget Savage Cole e Danielle Krudy con un panning salutano le nebbie mattutine sul mare e sfondano la quarta parete con un marinaio intento a cantare Blow the Man Down. Prima da solo poi in coro con gli altri colleghi di Easter Cove, una cittadina sulle coste del Maine e condita da una colonna sonora, a detta di Brian McOmbar, ispirata alle atmosfere del New England.

Sulle coste del Maine

Maine. New England. Prima che vi emozioniate e lasciate la vostra mente vagare verso il solitario di Providence oppure il Re seduto nella cittadina di Bangor sappiate che non vi è alcunché di sovrannaturale, nessun mostro marino né l’insanità mentale sulla quarta di copertina di un libro a caso. Però, però, quando si gira da quelle parti non sempre il tentacolo o il clown sono i veri nemici, spesso e volentieri è un passato oscuro.

Passata la cantata Blow the Man Down rappresentata con ironia in apertura scopriamo che Priscilla e Mary Beth Connolly sono fresche orfane di madre, tant’è che ci troviamo al suo funerale dove le tante anziane amiche di lei altro non fanno che evidenziare quanto col sole e con la pioggia fosse sempre disposta ad aiutarle tutte. Doveva essere una gran donna Mary Margareth e non sarà mai messo in dubbio, tuttavia c’è del mistero.

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Morgan Saylor e Sophie Lowe

Il caso è sporco di sangue

Curioso come una casualità scoperchierà la cittadina di Easter Cove, per l’esattezza l’ubriacatura di Mary Beth (Morgan Saylor) ha avuto pessimi risultati la sera del funerale: attratta da un poco di buono per poco non rischia di cadere fra le sue grinfie. Per fortuna riesce a frapporre tra loro un arpione pacificatore, dritto nella gola di lui. Un disastro, perché tracce di tentata violenza non esistono, erano nell’aria e nessuno l’avrebbe difesa.

Ci pensa la maggiore Priscilla (Sophie Lowe) perché fra sorelle, anche se in pieno litigio, ci si aiuta, col sole e con la pioggia: fanno a pezzi il cadavere e lo nascondono fra le onde del mare. Lo stesso che casualmente risputa fuori un altro cadavere, stavolta una ragazza, una delle tante di Enid (Margo Martindale), anche lei carissima amica della compianta Mary Margaret, tenuta però in disparte da chiunque altro: è la matrona di un bordello.

Vi dirò subito che delle vere protagoniste non ve ne importerà assolutamente niente: Priscilla e Mary Beth saranno due veicoli per trasportare un messaggio in quanto studentesse e non insegnanti. Chi vi farà scuola sarà lei, la magnifica Enid della Martindale, un personaggio che appare uscito da un romanzo a metà fra King e Dickens: bastone stretto in mano e abiti scuri, gestisce la sua casa chiusa col sorriso e il pugno di ferro.

Un solco sul viso

Il marinaio ha la pelle lavorata da sole e dalla salsedine, rughe profonde e mani rese callose dalle corde. Enid trascina i solchi del tempo e delle difficoltà dentro sé stessa, è l’unica delle molte donne di Easter Cove – spicca una fantastica June Squibb – ad aver proseguito con un’attività che in passato si dimostrò necessaria. Un paese di pescatori, molti anni fa, era tana di tanti, troppi marinai e allo stesso tempo non sempre il cibo abbondava.

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Marceline Hugot, Annette O’Toole e June Squibb

Su quelle coste le donne non cantavano come gli uomini, allegri mentre lavorano il pesce con precisione e rapidità, il lavoro era tutt’altra Storia, quella con la ‘s‘ maiuscola. È introdotta però col taglio di una commedia nera, pur essendoci ben poco da ridere, perché Blow the Man Down anche se assai leggero resta un thriller con due omicidi, uno da nascondere e uno da risolvere, con in più quello che sul finale si dimostra un classico segreto di Pulcinella.

Bridget Savage Cole e Danielle Krudy si dimostrano autrici mature, padrone di una storia su cui hanno in effetti lavorato per ben otto anni prima di presentare Blow the Man Down sul circuito festivaliero e ora da poche settimane in streaming su Prime Video come Buttiamo giù l’uomo. Sì, è un titolo bruttissimo, ma cosa possiamo farci, sicuro non il solito discorso perché credo ci abbia abbastanza annoiato tutti, né darebbe giustizia al film.

Sorelle di e con sangue

È una storia di sorellanza e tanto va raccontato, Blow the Man Down guarda all’unione fra donne nella loro versione familiare e amicale, ma esprime anche tanta tanta ipocrisia. Enid vive certamente dal lato del male, ma è il classico mostro necessario, quello che tutti potremmo essere se la vita ci avesse costretto a fare delle scelte, quel mostro a cui in occasioni complicate ci siamo rivolti per uscire da una brutta situazione. È l’umano in tutti noi.

Il passato cammina con lei ed è incantevole seguirlo, un merito in larga parte attribuibile a Margo Martindale, una caratterista d’oro – l’amavo in the Americans – che ha saputo vivere ogni ambiguità del personaggio, mostrando alla macchina da presa il lato più consono alla situazione. È il classico ruolo larger than life, senza che sia pompato all’eccesso: Bridget Savage Cole e Danielle Krudy sono fedeli a un coerente tono basso.

Regista e sceneggiatrice col pregio di essere concentrate sulle scene e il contributo che ognuna deve portare all’unità del film. Stabiliscono un tono musicale e fotografico adatto a descrivere il momento, concentrate sul presente. Coi piedi ben piantati per terra raggiungono il finale in modo organico, facendo respirare la storia anziché bloccarla in apnea fino all’attesa esplosione. Ed è ciò che rende bellissima una scena in notturna verso la conclusione.

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Danielle Kurdy, Sophie Lowe, Morgan Saylor e Bridget Savage Cole

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