Hello World - CineFatti

Hello World fra amore e civiltà

L’archivio prende e dà vita nella realtà a scatole cinesi di Tomohiko Ito

Tomohiko Ito potrebbe essere un personaggio della sua Sword Art Online, probabilmente l’apice del successo di una carriera quasi ventennale nel mondo degli anime. È imprigionato all’interno di un gioco mentre il suo corpo non-virtuale giace in stato comatoso dentro un ospedale. Saprete di cosa sto parlando se avete familiarità con Sword Art Online, anime dalla premessa stupenda sgonfiata da un finale da latte alle ginocchia.

Il buon Ito addestrato anche alla “scuola” del maestro Mamoru Hosoda debuttò sul grande schermo con ben due seguiti cinematografici di Sword Art Online e al suo terzo film Hello World pur non avendo un romanzo alla radice… sembra non essersi allontanato di un centimetro. Potrebbe essere visto come un difetto, ma io lo definirei piuttosto un pregio, perché stavolta Tomohiko Ito mi ha fatti sentire una conclusione degna della sua storia.

Ieri, oggi e domani

Com’è oggi Tokyo non molto diversa sarà nel 2027, investita del potere di un avanzamento tecnologico niente affatto invadente come immaginavamo il futuro 40 anni fa. Naomi è un ragazzo timido, indeciso, incapace di relazionarsi al prossimo e con una passione sfrenata per la lettura… che scopre quanto ho scritto il rigo prima è falso: la Tokyo del 2027 non è altro che una registrazione di eventi passati e a spiegarglielo è il Naomi del futuro.

A quanto pare quei droni in cielo non erano disposti per motivazioni urbanistiche, ma facenti parte il progetto Alltale che prevede la registrazione totale di qualsiasi cosa accada, talmente fedele dall’avere ricreato una nuova realtà a tutti gli effetti. Ed è da quella registrazione che il Naomi del domani prevede di recuperare la vita cerebrale della sua futura fidanzata Ruri Ichigyo, la cui morte è prevista da lì a poco tempo a causa di un fulmine.

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Pillola azzurra

Saremmo in Matrix se non fosse per un dettaglio: la realtà virtuale dell’Alltale in cui ha effettuato l’accesso il Naomi futuro è da rispettare come se fosse la “vera” osservata dagli uomini “veri”, nessuno è in cerca di una fuga. Tuttavia esattamente come in Matrix Naomi sensei istruisce Naomi neo a comandare la materia virtuale per creare forme destinate a dargli un controllo maggiore nella sua Alltale. Ci sono persino i kintsune-Agenti Smith.

Hello World vomita riferimenti a Matrix ininterrottamente, ma al contrario di tanta fantascienza occidentale, dove visioni di vent’anni fa continuano a essere riproposte come originali, Tomohike Ito gli dà una declinazione innanzitutto sentimentale, in secondo luogo non crea contrapposizioni fra reale e virtuale, considerandole dimensioni contingenti. Co-esistono e sono culla di vita, morte e l’amore che le unisce.

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Naomi-futuro col suo yatagarasu

Sul piatto della bilancia

Avrete capito esiste un fil rouge con la mia esperienza personale, motivo per cui ammetto di aver gradito più del dovuto: Hello World è lontano anni luce dalle opere dei maestri anime contemporanei e ha anche un uso della CGI che irrompe nella narrazione con immagini differenti dalla norma al punto da apparire una rappresentazione di una realtà altra rispetto al centro del racconto. Tomohiko Ito in questo ha da imparare.

Migliora però la sua capacità di sorprendere: Sword Art Online alla prima stagione vagò verso una direzione poi abbandonata di botto, Hello World invece con la sceneggiatura di Mado Nozaki individua le caratteristiche fondamentali dei personaggi e su di esse costruisce la scala per raggiungere un finale stavolta col botto. Cos’è necessario a ricostruire la mente di una persona? La risposta sarà melensa, ma bellissima.

È la scalata improvvisa dell’ultima mezz’ora a valere l’intera visione di Hello World, rende digeribile e coem nuovi i miliardi di richiami ad altri capisaldi della fantascienza internazionale. La sorpresa è lì e non dove ci aspettavamo di trovarla, quei risvolti prevedibili sin dall’inizio sono trattati come normali capovolgimenti, inchinati davanti al sovrano finale e al suo messaggio d’amore: un rapporto d’affetto è la costruzione di un mondo, di una civiltà.

Eccovi un vasetto di miele fantascientifico!

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