Hiroyasu Ishida-Cinefatti

Aspettando Penguin Highway: i cinque corti fantastici di Hiroyasu Ishida

Hiroyasu Ishida, un regista pronto a spiccare il volo

Poco noto a molti ma abbastanza rilevante tra i pochi, il nome di Hiroyasu Ishida inizierà a risultare familiare negli ambienti italiani grazie alla Nexo Digital, quando il 21 e il 22 Novembre una valanga di pinguini inonderà lo schermo con il suo primo lungometraggio, Penguin Highway.

Nel frattempo però il giovane regista ha realizzato ben cinque corti e acciuffato alcuni riconoscimenti da non sottovalutare, come il Satoshi Kon Award, premio del pubblico e al miglior film animato al Fantasia International Film Festival.

Se prima di avventurarvi in sala volete un po’ tastare il materiale creativo che muove la visione del mondo di Ishida, e temete che – e non poche volte accade – non valga la pena dedicare poco meno di un’oretta alla visione dei suoi primi lavori, possiamo dirvi con grande soddisfazione che non è questo il caso. Anzi, alla fine di ciascuno quasi ci dispiace abbandonare quei personaggi a cui ci si affeziona immediatamente.

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Sopravvivere al mondo dall’infanzia ed oltre

Chi ha detto che gli anni più duri e sconvolgenti siano quelli dell’adolescenza? Per Ishida il campo di analisi invece è ciò che accade in quel passaggio di vita terrificante per molti, quello che inizia dalle scuole medie e dura fino ai primissimi anni del liceo, quando si è sospesi tra un mondo ancora un po’ infantile e si mette cautamente piede in quello della piena adolescenza che guarda all’età adulta.

È in quella fase che ci sono sconfitte e vittorie che possono inevitabilmente condizionare il trascorrere della nostra vita. C’è vivacità e spensieratezza ma anche le prime ferite, come può essere la perdita di un caro amico, soprattutto se è l’unico compagno di giochi che hai. A Rain Town (2011), una cittadina misteriosa abbandonata dal mondo perché sempre piovosa, una bambina si avventura sotto la pioggia, incuriosita da quel mondo sommerso.

Non ci sono che memorie sbiadite dal tempo, case abbandonate e consumate, eppure nel ricordo della piazza di un tempo vive un vecchio robottino. Inizia a giocare con la bambina, fino a quando il peso della pioggia e la fragilità della ruggine non lo costringono a fermarsi, cadendo in mille pezzi. Il suo spirito resta lì, insieme a due occhi e un sorriso accennato che la bambina preserva nel trascorrere del suo tempo.

Rain Town è un piccolo gioiello, dove la segreta poesia di questo incontro silenzioso, fatto di gesti e movimenti a cui noi assistiamo senza disturbare mai i personaggi, si sposa perfettamente con una grafica moderna pastellata, dove i prodigi del computer non oscurano le tracce dei tratti di matita.

Storie di bimbi dal cuore temerario

La peculiarità più evidente dei bimbi del mondo di Ishida è quella di non darsi mai per vinto. Certo hanno le loro cadute emotive – e fisiche – ma si riprendono presto per tornare ai posti di comando: mai per dovere, ma spinti esclusivamente da un’indomabile carica vitale. L’esempio più sperimentale ma fortemente emblematico è Fumiko’s Confession (2009), primo corto con protagonista una ragazzina delle scuole medie, Fumiko, che trova il coraggio di dichiararsi al ragazzo del suo cuore.

L’imbarazzo del rifiuto è tale che a Fumiko non resta che correre come la ragazza che saltava nel tempo, senza avere alcuna possibilità di cambiare il corso degli eventi. Anzi, nella sua corsa squinternata trova il coraggio di dichiararsi ancora una volta, incredula. Forse di essere sopravvissuta all’ennesimo rifiuto dalla stessa persona.

…e se la fantasia ci insegnasse a cambiare vita?

Se la piccola Fumiko è sconfitta dal destino amaro, ci sono due bambini che invece vincono la sfida contro il tempo. A volte basta qualche capriccio in meno, la capacità di restare lucidi e allenarsi sin da giovanissimi a lottare per qualcosa o qualcuno a cui teniamo veramente.

Paulette in Paulette’s Chair (2014) ha la fortuna di trovare una sedia che con grande sorpresa, sua e nostra, la aiuterà a non avere paura degli altri e a realizzare il suo desiderio di essere accettata. La sedia, indomabile oggetto magico, la inserisce in una serie di situazioni inaspettate, per insegnarle a lasciarsi andare e presentarsi al mondo per quello che si è, superando così la paura del rifiuto.

Ma chi amerete profondamente è il timido e coraggioso Hinata di Hinata No Aoshigure (2013), deciso a dichiarare il suo amore e la sua fedeltà, servendosi della potenza della fantasia e dell’immaginazione, che gli darà la forza d’animo per superare persino i confini dello spazio e del tempo per la bambina che ama. In pochi minuti, l’essenza dell’amore più sincero e sentito, quello puro ed essenziale, per niente infantile.

In questo corto, Ishida riesce a racchiudere al meglio tanti spunti e input dei suoi lavori precedenti: c’è maggiore attenzione alla caratterizzazione dei personaggi e libertà nella narrazione quanto nel disegno. Dopo Rain Town è il corto più maturo, dove i sentimenti sono raccontati nella leggerezza della commedia senza mai svilirli.

Da bimbi comuni a supereroi

Non bisogna dimenticare che oltre a farci sorridere, Ishida possiede anche la capacità di sorprenderci: nel suo mondo fatto di bambini caparbi, a cui non manca la giusta dose di dolcezza, in un confronto/scontro con la realtà, non manca mai la ricerca di uno stato di armonia nello stare al mondo. Uno stato che spesso è raggiunto proprio grazie alla capacità di rendere reali le immagini/desideri prodotti dalla loro fervida fantasia.

In Fastening Days (2014) questa armonia trova piena realizzazione nelle avventure di due piccoli supereroi che accorrono in aiuto di chiunque ne abbia bisogno in città, risolvendo disastri e problemi quotidiani lanciando cerniere. È una materia così ricca di spunti da costituire un incipit per qualcosa di più.

Ne è stato realizzato infatti anche un secondo corto, un seguito che potrebbe avere tutte le carte in regola per diventare una serie tv per ragazzi a tutti gli effetti.

Chissà che Penguin Highway, tratto dal romanzo di Tomihiko Morimi, non aggiunga un altro capitolo a questo ciclo preadolescenziale o ne inauguri uno nuovo, narrando la storia di un bambino nel quale queste diverse anime fanciullesche conviveranno per una missione molto importante: fare luce su delle misteriose apparizioni di pinguini che riveleranno qualche segreto per decifrare un po’ di più il senso della realtà in cui (soprav)viviamo.

Valentina Esposito

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