Under the Shadow - CineFatti

Under the Shadow (Babak Anvari, 2016)

Guerra e demoni sfracellano un mondo nel sorprendente Under the Shadow – di Fausto Vernazzani.

In Iran il dolore stringe la mano agli uomini e le donne, decenni di sofferenze e un futuro incerto sono i maggiori protagonisti della vita e delle opere di numerosi registi: Jafar Panahi, Keywan Karimi, Vahid Jalilvand e via discorrendo. Quest’anno col giovane Babak Anvari e la sua co-produzione internazionale quell’orrore prende corpo in Under the Shadow.

Shideh/Narges Rashidi è una giovane madre dai sogni infranti, il suo passato attivismo politico le impedisce di continuare gli studi in medicina, lasciandola in casa con la figlia Dorsa/Avin Manshadi mentre le bombe di Baghdad affliggono la capitale iraniana, Teheran, nel 1988. Via il marito Iraj, le due credono di essere sole, ma un djinn infesta la loro casa.

Demone di tradizione araba, il djinn è nascosto tra le crepe degli edifici, usa le falle create dalle bombe come invito a entrare e coi veli e le lenzuola corre nei letti, nelle pareti e nei corridoi, pronto a prendere poco alla volta la vita dal corpo della piccola Dorsa, la vera star di Under the Shadow.

I demoni del futuro

Il regista Babak Anvari dedica alle origini iraniane una storia di timori e paure sul futuro dei bambini, drenati della loro linfa vitale da caos, turbolenze belliche e infestazioni autoritarie.

Under the Shadow fa accapponare la pelle e la formazione londinese di Anvari aiuta a dare un ritmo meno rigido all’horror, un film di rarissima tensione.

L’orrore strisciante

Vediamo poco in realtà del mostro, ma pur manifestandosi di rado il djinn nelle sue apparizioni è terrificante, da quando prende forma nelle parole di Dorsa all’inquietante visione sotto le coperte di Shideh.

Insinuandosi in una situazione di inferno come una città sotto assedio crea un’ulteriore strisciante sensazione di disagio, terrore, acuisce la situazione di incertezza e la palese impotenza della popolazione sotto le bombe.

Under the Shadow è un magnifico regalo, ancor di più perché inatteso, ennesima conferma dello stato creativo degli iraniani – anche se Anvari vive e lavora a Londra – e dell’ottima salute del genere horror, quest’anno portatore di tante, magnifiche e spaventose gemme da guardare e riguardare nei prossimi anni.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.