The Conjuring 2 - Il caso Enfield - CineFatti

The Conjuring 2 – Il caso Enfield (James Wan, 2016)

Lo spaventoso divertimento di The Conjuring 2.

Di stile James Wan ne ha da vendere. Lo abbiamo già scritto ai tempi del primo The Conjuring: versatilità non gliene manca, passare dall’horror low budget al gigantesco Furious 7 senza una sbavatura non è da poco.

Sapevamo fosse bravo anche nei sequel con Insidious: Chapter 2. Sapevamo, sapevamo si traduce in: se c’è un film di James Wan al cinema è obbligatorio per legge vederlo in sala.

Così è stato con The Conjuring 2 – Il caso Enfield e intimiamo tutti voi lettori ad armarvi di coraggio e pagare quel maledetto biglietto.

Si astengano i deboli di cuore

Il malese lo riconosciamo dal suo uso infame dei cliché, tortura lo spettatore simulando l’arrivo di un classico jump scare prima di sorprenderti giocando d’anticipo e lasciandoti a bocca vuota o, peggio ancora, cogliendoti di sorpresa.

Uno pensa di potersi abituare, ma i movimenti della macchina da presa e il montaggio non danno la possibilità di acclimatarsi e godersi lo spettacolo senza un colpo al cuore. Ci sa fare e l’uso delle inquadrature per trasformare il set in quadri espressionisti è un gradito tocco di eleganza.

In mezzo a tanta grazia orrorifica, una piccola divertente novità: se in Insidious il protagonista poteva continuare a essere il potere della proiezione astrale, in The Conjuring le possessioni devono affrontare un duo abbastanza carismatico: Ed e Lorraine Warren, investigatori del paranormale realmente esistiti.

Portarli in un sequel vuol dire costruire ancor più personalità per sostenerli all’interno di una nuova demoniaca avventura e Wan riesce a dare a Patrick Wilson e Vera Farmiga dei personaggi fantastici.

In cima all’inferno

The Conjuring era un lavoro d’ensemble straordinario, The Conjuring 2 ha invece dei comprimari a dare man forte ai Warren, sostenerne l’evoluzione e offrire una nuova tragedia da combattere. Gli eventi de Il caso Enfield seguono gli orrori di Amityville, accompagnati da un folle caos mediatico e stress in aumento per Lorraine in particolare, ossessionata dalla visione di una suora demoniaca nello scantinato di Ronald DeFeo. L’ultimo caso per un po’, si ripromettono, ma la storia degli Hodges li spinge nuovamente vicini all’Inferno.

Proprio come il primo anche The Conjuring 2 è un gran divertimento e i due protagonisti coi loro dialoghi sanno dare ancor più pepe alle incredibili scene nella casa degli Hodges – col classico uso del colore alla italiana – qualche volta intrattenendo anche grazie a un’apprezzata e assoluta sincerità. Perché se un demone minaccia di scaraventarti su un albero appuntito dopo una bruttissima giornata, quando ti chiedono se va tutto bene non puoi che rispondere con un secco e liberatorio No!. Tanta sincerità libera anche il pubblico.

Evviva i coniugi Warren

Per questo motivo oltre a James Wan vogliamo un gran bene anche a Patrick Wilson, visibilmente attore, però col talento più unico che raro di creare un’immediata sensazione di simpatia, così come la Farmiga rappresenta la scelta migliore per Lorraine, con la sua espressione perennemente preoccupata.

Entrambi sanno strappare anche una risata, forse involontaria, con le loro interpretazioni – non coi personaggi – dando la giusta, giustissima leggerezza a un horror che vuol essere innanzitutto divertimento puro e semplice.

Tra l’altro Patrick Wilson chitarra in mano ed Elvis Presley nelle corde vocali è da vedere.

Fausto Vernazzani

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