It (Tommy Lee Wallace, 1990)

Il primo IT – di Roberto Manuel Palo.

In una cittadina del Maine, Derry, si aggira una creatura demoniaca sotto le vesti di un pagliaccio riconosciuto come Pennywise (Tim Curry) che si diverte ad uccidere i bambini del posto. Pennywise riesce anche a leggere nell’animo dei bambini e può trasformarsi in un loro ricordo o una loro paura in modo da facilitarsi il compito.

Il pagliaccio si risveglia ogni 30 anni, ma nessuno sa della sua esistenza tranne sette ragazzini che, periodicamente, vengono infastiditi da alcuni bulli ed entrano a far parte della “banda dei perdenti”.

Attaccati dal mostro, decidono di addentrarsi nelle fogne per ucciderlo, ma il tentativo riesce in parte e i sette promettono che, se un giorno il pagliaccio ritornasse, lo combatterebbero ancora. Ovviamente, 30 anni dopo, Pennywise ritorna.

La paura fa 1990

Se andiamo a fare una statistica e chiediamo ad adolescenti o a persone che nel 1990 lo erano qual è il film che li abbia spaventati di più, noteremo che la maggior parte di essi risponderà It. Un fenomeno molto curioso: come può una miniserie TV dalla qualità infima, con  ridicole scene trash, della durata di ben centonovantadue minuti e con una regia che, più che televisiva, è da telenovela piemontese, risultare la pellicola più spaventosa per un adolescente? 

Qual è il suo segreto? A questo punto vien da dire quasi che nessuno abbia visto il film, ma si sia basato su alcune scene famose e ricorrenti (grazie a programmi TV, Youtube etc.). Tommy Lee Wallace deve ringraziare il maestro Stephen King che gli ha regalato un soggetto veramente spaventoso: il pagliaccio.

Chi, da ragazzo, non è mai rimasto spaventato da un pagliaccio? E quale ragazzino non rimarrebbe traumatizzato dalla morte di Giorgie oppure dal palloncino (esplosivo) lasciato nella macchina di Beverly (Annette O’Toole) con Pennywise dietro che saluta con la mano destra e con la sinistra tiene altri sei palloncini da regalare agli altri sei della banda, sfoggiando un sorriso terrificante?

Il Pennywise di Tim Curry

Tommy deve ringraziare anche il sempre mitico Tim Curry che rende Pennywise uno dei suoi migliori personaggi interpretati. Divertente, spaventoso, affascinante, inquietante. Grazie a lui lo spettatore meno attento quasi non si accorge della sceneggiatura ridicola dello stesso Tommy – in collaborazione con Lawrence D. Cohen -, degli effetti speciali a basso budget, delle azioni e delle frasi demenziali dei sette protagonisti, sia da bambini che da adulti; insomma, della disastrosa confezione.

Da ciò che ho appena scritto facilmente si può trarre una conclusione: non è la miniserie la più spaventosa, ma è il personaggio il più spaventoso per ragazzi. Anche su questo si potrebbe avere da ridire, ma sicuramente ha più senso di essere.

 It è stato realizzato come un prodotto di puro intrattenimento, missione fallita in pieno con più di tre ore di noia assoluta, escluse le parti dove era in scena Tim Curry. Del resto Tommy, all’epoca, non era nuovo alle porcherie, in quanto si divertiva a girare sequel di saghe famose come Halloween III e Ammazzavampiri 2.

2 pensieri su “It (Tommy Lee Wallace, 1990)

    1. Già, condivido in pieno la tua opinione. E’ veramente inspiegabile il fatto che questa trasposizione sia diventata un cult. Questi sono i misteri della vita, forse sarà uno di quei misteri a cui la Madonna di Fatima, prima o poi, darà una risposta:D

      "Mi piace"

Rispondi a Valentina Cancella risposta

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.