Il TruffaCuori - CineFatti

Il TruffaCuori (Pascal Chaumeil, 2010)

Il TruffaCuori alla riscossa per salvare i buoni sentimenti – di Fausto Vernazzani.

Se stimo i francesi è perché non hanno paura di variare con i generi. Lavorano variando continuamente e spesso cercano di replicare quelli che sono i grandi successi statunitensi. A volte questo tentativo di essere americani può sembrare ridicolo, ma in molti casi producono dei risultati interessanti e piacevoli come Il TruffaCuori di Pascal Chaumeil.

Alex/Romain Duris lavora insieme alla sorella e suo marito come uno spezza cuori. La loro piccola agenzia viene contattata da delle persone che credono che una loro amica o parente sia innamorata dell’uomo sbagliato ed il loro compito è quella di farla innamorare di Alex per farle capire di cambiare direzione. Unica regola dell’agenzia è che la coppia da scoppiare non sia felice ed in amore. Ma quando ci sono problemi economici qualche eccezione si fa, ed ecco che vengono ingaggiati per far separare i felicissimi Juliette/Vanessa Paradis e Jonathan/Andrew Lincoln.

Il film di Pascal Chaumeil è forse una delle poche commedie sentimentali che si possano guardare senza vomitare o avere attacchi epilettici, non perché sia un capolavoro o chissà cos’altro, semplicemente perché è quello che è, una piacevole commedia senza grandi pretese. Romain Duris, un tempo insopportabile protagonista ne L’appartamento spagnolo, dimostra di essere un valido “heartbreaker”, come nella traduzione del titolo in inglese. Inutile dire che funziona meglio di Gerard Butler, protagonista di innumerevoli film sentimentali che potrebbero risparmiarci.

Se ci può essere qualcosa di fastidioso ne Il TruffaCuori è la protagonista femminile, Vanessa Paradis, che magari avrà tante qualità, ma sicuramente non appartenenti al mondo della recitazione, risultando piuttosto insipida, tanto quanto il fidanzato Jonathan a.k.a. Andrew Lincoln, ultimamente fattosi notare nella nuova serie The Walking Dead a far strage di zombie. Probabilmente in questa commedia avrebbe dovuto uccidere se stesso con una forchetta nel palato perché qui lo zombie è lui.

Non c’è molto da commentare, non c’è molto da suggerire per quella che sarà una settimana piena di uscite di ogni genere, dall’azione di Sanctum 3D al dramma Rabbit Hole, dal musical Burlesque al solito film italiano di cui non mi va manco di citare il titolo, tanto alla fine è sempre la stessa benedetta cosa.

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